Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Bombe ed evacuazioni

 Domani a Bolzano si procederà ad una evacuazione di mezza città per una bomba d'aereo da 250 kg, rinvenuta in centro durante uno scavo. Nella scala delle bombe della II GM (che va da circa 100 kg a 2.000 kg, ma si è arrivati anche a 10.000 kg!), è ad un livello basso.
Resto sempre molto stupito dalle regole che l'esercito italiano stabilisce per il disinnesco di bombe d'aereo.
Leggo, ad esempio, che secondo le loro tabelle, con una bomba da 250 kg  lordi   (140 kg di esplosivo) l'onda d'urto  e le schegge possono essere letali fino  a quasi 2 km di distanza (per l'esattezza 1830 m.)
Sarei proprio curioso di sapere su quali basi scientifiche è stata creata quella tabella. Ho letto e studiato decine di libri sull'argomento e non ho mai trovato nulla di simile.
In Germania, dove trovano oltre 5000 ordigni inesplosi ogni anno, hanno stabilito ufficialmente nella legge sugli esplosivi, che il raggio di sicurezza è al massino di mille metri, anche per le bombe più potenti.
Il testo più vasto sulle bombe  della II GM (Hampe, Der zivile Luftschutz im Zweiten Weltkrieg,  Dokumentation und Erfahrungsberichte über Aufbau und Einsatz,  1963) scrive che con una bomba da 500 kg di esplosivo, netti, si danneggia gravemente un edificio a 50 metri di distanza, ma che per danneggiarlo a 100 metri occorrre un quantitativo sei volte maggiore.
Basta una breve ricerca in Internet sui più recenti disinneschi in Germania per vedere quali siano le zone di sgombero, tenendo presente che si parla di zona di evacuazione per la zona da cui si allontana ogni persona, e di zona di sicurezza in cui le persone vengono consigliate di restare con un tetto sulla testa.  Si assume, a braccio, che la zona di sicurezza deve avere un raggio doppio a quella di evacuazione.
Kiel (12-10-2019)

bomba da 250 kg

250+250 m

Colonia (14-10-19)

bomba da 500 kg

500+500 m

Bielefeld (07-10-2019)

bomba da 500 kg.

500 + 500 m

Gladbeck (31-1-2029)

bomba da 250 kg

250+250  m

Dortmund (20-5-2019)

bomba da 250 kg

250+250  m

Münster (6-3-2019)

bomba da 500 kg

500 + 500 m

NB: La zona di sicurezza è eventuale e dipende dall'infossamento della bomba e dalla possibilità di contenere le schegge con protezioni.

Si può quindi concludere che in Germania (dove il disinnesco viene affidato a ditte private, assicurate per ogni rischio, e il padrone del terreno paga tutte le spese), per una bomba da 250 kg si considera normalmente sufficiente lo sgombero in un raggio di 250 metri, oltre ad altri 250 metri in cui si deve solo evitare di restare all'aperto se vi è concreto pericolo di caduta pericolosa di frammenti.
Il metodo più usato e sicuro è quello del taglio della bomba con un getto di acqua e sabbia a 3000 bar di pressione, capace di tagliare fino a 12 cm di acciaio. Esso viene telecomandato da distanza di sicurezza dagli artificieri.

Queste regole corrispondono all'analisi scientifica del problema, con cui si è giunti a stabilire formule matematiche affidabili per calcolare gli effetti dell'esplosione di una bomba (formula di Gurney per i frammenti, formule di Sadovski per l'onda d'urto, ecc.)
I danni e pericoli derivano dall'onda d'urto o di pressione dello scoppio che, a breve distanza, può distruggere un edificio, e dalla proiezione di frammenti e pietre.
L'onda d'urto, che può essere paragonata ad un'onda di pressione, ad un vento o ad suono, diminuisce rapidamente all'aumentare dalla distanza dall'origine ed è fermata o deviata da ogni ostacolo o barriera.
Secondo le formule di Sadovski, universalmente riconosciute come valide, una bomba da 250 kg lordi provoca a 100 m una pressione di circa 0,5 at che corrisponde alla distanza minima da osservare dagli artificieri stessi e che provoca gravi danni ad un edificio.
L'esplosione della stessa bomba danneggia le foglie di un albero fino a 30 m.
Se l'esplosione avviene all'interno di un edificio l'effetto è spesso molto maggiore perché è noto che gli effetti più distruttivi li provoca l'onda retrograda, di ritorno, cioè quella che riempie il vuoto lasciato dopo il passaggio dell'onda d'urto.
È chiaro perciò che se vi è una fila di edifici, quelli che fronteggiano la bomba sono ad alto rischio di distruzione, ma quelli che sono dietro di essi rischiano ben poco. Perciò la distanza di 250 metri usata in Germania è rassicurante perché, anche se vi è uno spazio libero di 250 metri fra bomba e persona, l'onda d'urto si riduce a 0,2 at, pressione, a cui resistono persino i timpani!
Circa la proiezione di frammenti o pietre si considera assolutamente tranquillizzante la distanza di 900 metri. Questa è la distanza indicata in ogni manualetto pe la disattivazione di proiettili.
Questo però nel caso che la bomba sia appoggiata sul terreno  così che i frammenti possano partire anche raso terra a velocità altissima. Ma se la bomba è sprofondata sotto terra e attorno ad essa vi è una buca, i frammenti possono partire solo verso l'alto e quindi ricadono ad alcune centinaia di metri con scasa capacità lesiva. L'esperienza fatta in attentati terroristici commessi riempiendo un'auto con esplosivi, dimostra che con 230 kg di esplosivo si hanno effetti letali a 30 m., che la distanza minima da osservare è di 100 m e che la distanza tranquillizzante è di 320 m.
Valori questi compatibili con le regole tedesche.
Si vedano in Internet i miei scritti
http://www.earmi.it/balistica/esplosivi.htm
http://www.earmi.it/balistica/frammenti.html
http://www.earmi.it/balistica/Klimi-Mori_%20Shockwave.html (in inglese)

Il bello è che questi dati sono confermati persino dalle norme ufficiali italiane!
Il Regolamento al T.U. della Legge di Pubblica Sicurezza stabilisce che un deposito di 200 kg di tritolo richiede una distanza di sicurezza di 215 m. e, per 300 kg, di 260 m. Alla distanza di due chilometri, previsti per la bomba di Bolzano, la legge consente di depositare 30 tonnellate di tritolo.
Analogamente le regole internazionali di evacuazione per attentati commessi caricando un veicolo con esplosivi prevendono che nel caso di un autotreno con 30 tonnellate di esplosivi si sgomberi il terreno per un raggio di 1600 metri (si veda Paul Tasca, Bombs, IEDs, and Explosives: Identification, Investigation, and Disposal Techniquesm 2016.

Credo, a questo punto, che sia doveroso, per il Ministero della Difesa spiegare quale sia il fondamento scientifico delle tabelle di sgombero che impiegano.
Questo, naturalmente, se vogliono allontanare da loro il diffuso sospetto che i valori delle tabelle sono stati quadruplicati solo per garantire l'assoluta sicurezza dei burocrati, senza tenere in alcun conto danni, disagi, spese cagionati alla popolazione.
Ma io un fondato sospetto ce lo avrei; se si considera lo strano valore di 1830 metri che indicherebbero le tabelle usate dalle Forze Armate e si ipotizza che le tabelle fossero espresse in piedi e non in metri, si ottiene un valore di poco superiore a quello corretto di 500; è noto che questi valori sono approssimativi e perciò nelle tabelle inglesi la distanza che noi approssimiamo in 550 m. sia approssimata in 1800 piedi. Il che potrebbe voler dire che le Forze Armate hanno usato una tabella americana o inglese senza accorgersi che i valori erano espressi in piedi e non in metri!

Capisco che in caso anche di minino incidente si trova sempre un pubblico ministero fuori controllo, pronto ad indagare tutti, da Roma al Brennero (hanno persino indagato chi non aveva previsto un terremoto!), e che i militari temono più la giustizia che le bombe, ma questo è il destino di chi svolge attività pericolose in Italia ove da tempo il buon senso è calpestato. Basti pensare ai medici costretti alla "medicina difensiva" per non dover passare più tempo in tribunale che in ospedale, eppure un modus vivendi si è trovato. Se il Ministero della difesa avesse il coraggio di scrivere nero su bianco quali sono le regole da osservare in questi casi secondo criteri scientifici e secondo la prassi internazionale (in medicina si chiamano linee guida), chi opera sul campo avrebbe molto meno da temere dalla giustizia.

19 ottobre 2019

Appendice 1:
Il 28 agosto 2012 a Monaco di Baviera, quartiere di Schwabing una bomba da 250 kg è stata fatta brillare sul posto perché non poteva essere disattivata. La bomba è stata coperta con un autreno di balle di paglia. Sono state evacuate circa 2500 persone per un raggio di 300 metri. Nessuna zona di sicurezza, Diciassette case attorno alla esplosione sono state danneggiate, le finestre sono state sfondate anche dietro la prima fila di case, frammenti di paglia infuocata hanno provocato piccoli principi di incendio, non vi sono stati feriti
( https://www.thelocal.de/20120828/44617 ).

schwabing0

 

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Va detto che la ditta che ha eseguito i lavori è stata criticata per l'uso della paglia troppo leggera e che ha fatto una vampa molto superiore al previsto: in effetti c'era di meglio.
Però gli esempi riportati dimostrano che non vi è ragiomne di non seguuire l'esperienza tedesca; e se qualcuno non fosse ancora convinto, lo invito a rispondere con fatti scietifici e con esempi concreti, e non chiacchiere!

Appendice 2:
20 novembre 2011. A Coblenza viee rinvenuta una mina aerea inglese (Luftmine) tipo HC 4.000 LB mit 15.000 kg di esplosivo Torpex (T4). Zona di evacuazione di 1800 metri
https://de.wikipedia.org/wiki/Evakuierung_in_Koblenz_am_4._Dezember_2011)
Secondo gli ipersatori l'espolosione dlele bomba avrebbe distrutto gli edifici nel raggo di 30 metri; oltre tale distanza e fino a 1000 m danni lievi ai tetti alti e alle finestre.

24 maggio 1999 a Coblenza. Bomba di 18 quintali. Raggio di evacuazione 1800 metri
http://archiv.rhein-zeitung.de/on/99/05/24/topnews/koblenz.html

Appendice 3
Questa è un capolavoro tragicomico!
Battipaglia 8 settembre 2019; una bomba con 30 kg di esplosivo deve essere disinnescata nell'abitato. La zona di evacuazione viene stabilita in1600 metri! Quasi 37.000 persone  spostate.  In Germania avrebbero evacuato forse un raggio di 100 metri.
Ma la cosa ancora più tragicomica  è il comunicato del Ministero dell'Interno intriso di tronfia soddisfazione:
" Disinnescata alle 18.05 di ieri la bomba d'aereo della II Guerra mondiale ritrovata durante i lavori di scavo in un'azienda privata a Battipaglia, provincia di Salerno.
Effettuata dagli artificieri del 21° Reggimento Genio guastatori della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, unità specializzata dell’Esercito italiano, l'operazione ha coinvolto 500 operatori di Forze dell'ordine, Croce rossa, prefettura di Salerno, che le ha coordinate,e comune di Battipaglia, più altri 500 volontari della protezione civile regionale.
Ancora in buone condizioni, la bomba conteneva 30 kg di esplosivo per 124 di peso, e presentava un congengo anti-rimozione che ne impediva il trasporto. Per questo motivo il brillamento è stato effettuato nella stessa sede del ritrovamento, con l'adozione di una serie di misure di sicurezza - tra queste delle fortificazioni per delimitare l'area - e l'evacuazione di 36000 persone. Sospeso, inoltre, per tutta la durata delle operazioni, il traffico sull’autostrada A2, in entrambe i sensi di marcia, sulla tratta Pontecagnano - Eboli.
Il comune ha allestito 3 strutture di accoglienza con punti ristoro considerata la lunga durata delle operazioni seguite e coordinate dal centro coordinamento soccorsi (Ccs) presieduto dalla prefettura, attivo dalle 5 di ieri mattina nella sede della protezione civile comunale di Battipaglia.
Un foro praticato sulla bomba, poi la “lisciviatura”, ovvero lo svuotamento dell’esplosivo attraverso un getto d'acqua, la sua bonifica tramite combustione libera e, infine, il brillamento della spoletta con l’aiuto di una carica esplosiva.
Queste le fasi dell'intervento, riuscito con successo grazie alla «preziosa collaborazione di tutte le componenti», ha detto al termine delle operazioni il prefetto di Salerno Francesco Russo: per la competenza degli artificieri, l'impegno delle Forze dell'ordine, per l'azione del comune, con gli operatori in campo e il sindaco presente nel Ccs, della protezione civile regionale e dell'azienda sanitaria locale, e per la collaborazione dei cittadini evacuati, rientrati nelle loro abitazioni solo dopo le 18.30, quando l'area è stata riaperta."

Altro che soddisfazione: non hanno capito nulla, credono che la bomba sia stata fatte brillare sul posto ed invece è stata un normalissimo disinnesco con lavaggio dell'esplosivo; poi la spoletta, come normale, è stata fatta esplodere sul posto! Cosa che si fa in tutta sicurezza perché basta coprirla con un apposto telone e non vi è proiezione di schegge.
Sembra che i responsabili in questi casi facciano a gara a chi evacua più persone e chiude più strade e ferrovie. Sembra che la regola sia "meglio rompere le balle e far danni di milioni a 40.000 persone, meglio spendere i soldi pubblici perché nessuino ci possa mai accusare della minima colpa! Sono cose da indagine penale e contabile, non da elogio.

Si badi che la bomba era al margine dell'abitato e che da un lato vi erano terreni agricoli verso i quali poteva e doveva essere deviata l'eventuale onda esplosiva:

battiplaglia 1

Inoltre la bomba era stata infossata in una enorme buca circondata da enormi cassoni di rete riempiti di terra, tale da conetnere anche un'esplosione di quintali di esplosivo

battipaglia 2

Questa era la zona di evacuazione
evac


e questo un ingrandimento da Google Earth

zona evac 2 in cui si vede chea la bomba (cerchietto nero) era ad almeno 150 metri da abitazioni, salvo i capannoni; quindi in pratica serviva una evacuazione modestissima perché l'onda d'urto sarebbe andata verso l'alto. E l'autostrada era a 1200 e nessuna regola al mondo considera in pericolo chi si troca in tale zona, salvo raccomandare di restare al coperto; ma chi viaggia in auto è al coperto!

Va a finire che la gente la prossina volta li manda ed evacuare da un'altra parte!

Appendice 4
Ho scoperto da dove deriva la distanza di evacuazione di 1830 m. Non vi è stata n fra piedi e metri, come avevo ipotizzato.
Tale distanza deriva dalla formula empirica
Distanza = 976,4 + 172,5 * ln(C) in cui C è il peso dell'esplosivo espresso in unità equivalenti di TNT.
La formula è nota, ma è valida in ben altre situazioni; essa è stata studiata misurando la proiezione di frammenti di bomba appoggiata al suolo, sulla roccia o, persino sospesa a qualche metro da terra. Dovrebbe essere ovvio per tutti, anche per chi non è Pico de Paperis, che la formula non ha senso quando la bomba è sprofondata dentro una buca. Si veda http://www.earmi.it/varie/depositi.htm.

bomba in buca

Edoardo Mori


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