Home

Torna a Armi

Trappole

Cap. I | Cap. II | Cap. III |
 

Capitolo III
La figura che segue mostra un particolare modello per tronchi, di facile costruzione

Una semplicissima trappola per topini può essere costruita con una scodella di ceramica o di vetro e una mezza noce: la scodella rovesciata a campana viene appoggiata in bilico sul bordo della mezza noce in modo che il gheriglio sia rivolto all'interno; il topino entra sotto la scodella, inizia a rosicchiare la noce, fa cadere al scodella e vi rimane intrappolato sotto. Per catturarlo è sufficiente alzare la scodella quel poco che basta per far uscire il codino!

Le trappole a ritroso sono quelle in cui l'animale entra in un recipiente seguendo un percorso che non gli consente di arretrare o di tornare indietro perché delle punte od aghi, opportunamente incernierati, cedono nella direzione di entrata, ma si stringono se vengo sollecitate dalla parte opposta.

Tagliole

Le tagliole sono rappresentate da infiniti modelli in tutte le dimensioni, dalla tagliola di filo di ferro per uccellini o topini fino alle grosse tagliole per lupi ed orsi. Ecco alcune immagini

Questi modelli richiedono di lavorare il ferro e quindi sono opera di specialisti. Un dilettante può al massimo costruire trappole in legno o in lamiera, come quelle usate di solito per catturare i topi, in cui il peso del topo che si avvicina all'esca fa abbassare una piastra a cui è collegato un arco di percussione azionato da una molla.

Il principio della trappola che imprigiona il piede è stato usato in certe operazioni di guerriglia con costruzioni rudimentali ma efficaci.

La seguente è munita di punte a ritroso

mentre la seguente contiene due tavole irte di punte che, per la pressione della scarpa, si chiudono attorno alla caviglia.

Trappole di altro genere

Per completezza si riportano alcune altre applicazioni delle trappole sopra viste, di uso prevalentemente militare.

La seguente

provoca la caduta di massi addosso a chi passa per un sentiero a mezza costa

Quest'altra provoca la caduta di un tronco od altro peso su chi calpesta dei bastoncini posti attraverso un viottolo

Quest'altra ancora, costituito da un tronco elastico trattenuto fra due altri tronchi o paletti e munito di uno o più spuntoni, trafigge l'animale che stratta il filo teso attraverso il sentiero (il disegno raffigura la vista dall'alto)

Trappola per pesci

I pesci amano rifuggiarsi alla sera in acque tranquille; se si crea una specie di laghetto posando le pietre come indicato, sarà poi facile catturare i pesci rimasti imprigionati in esso .

Il vischio

Una volta il vischio, ottenuto bollendo le bacche del vischio con altre sostanze, era usato per catturare piccoli uccelli mediante le panie, specie di alberetti artificiali su cui venivano inseriti canne, panioni e paniuzze, tutte ben coperte di vischio. Gli uccelli, attratti con la civetta oppure dal fatto che vi erano vicini campi con semi (specialmente canapa), si posavano sui rametti impaniati e con più si dibattevano più restavano invischiati. Si tenga presente che il vischio deve agire sulle ali e sulle piume e che non è sufficiente che restino invischiate le zampe.
Questa tecnica è ancora usata in Spagna per la caccia al tordo. su dei bastoni vengono infilati , alla distanza di 6-10 cm l'uno dall'altro, dei fuscelli lunghi una ventina di cm, ben impregnati di vischio; il tordo, cercando di posarsi sul ramo artificale, striscia contro i fuscelli che gli si attaccano alle pene e gli impediscono di volare via.
Questo tipo di caccia è molto seletitvo perché consente di liberare gli uccelli di tipo proibito, eventualmente incappati nelle panie.

Attualmente si trovano in commercio tubetti di vischio artificiale, molto potente, che riesce a catturare anche grossi topi.

Esso può essere preparato con le seguenti miscele che si preparano mescolando a fuoco lento (parti in peso):

  1. Colofonia 2 - olio di ravizzone 1 - trementina densa 1
  2. Colofonia 7 - olio di lino 3
  3. Colofonia 12 - trementina 1 - olio di lino 7
  4. Colofonia 11 - olio di sesamo 5
 

Trappole tecnologiche

Trappole ad anidride carbonica

Una trappola semplicissima ed assolutamente efficiente può essere costruita con l'anidride carbonica. Come è noto questo è un gas più pesante dell'aria che si può quindi versare, come un liquido, entro un recipiente o una buca da cui ne scaccia l'aria e, quindi, l'ossigeno; qualunque animale che entra nel recipiente perde rapidamente la conoscenza e muore nel modo più indolore.
L'anidride carbonica può essere prelevata dalle bombolette per l'acqua di seltz (una bomboletta contiene circa 5 litri di gas) o dalle bombole per i fusti di birra o per la carica di armi a gas compressi; può essere ricavata dal ghiaccio secco o, in caso estremo, può essere generata versando acido cloridrico diluito su frammenti di marmo.

In un recipiente coperto il gas rimane a lungo; se la superficie del gas è esposto a correnti d'aria, si verifica una lenta dispersione del gas. E' molto semplice stabilire se nel recipiente vi è ancora anidride e quale è il suo livello, mediante un fiammifero o una candela che si spegneranno appena immersi in essa.
Le applicazioni possono essere innumerevoli: dal recipiente in cui gli animali (topi, ad esempio) possono scendere agevolmente, invitati da un'esca, alla finta tana in cui attirare predatori notturni.
Lo spessore dello strato di anidride deve essere tale da superare l'altezza dell'animale. Non ho esperienze sulla possibilità di catturare insetti (scarafaggi?)

Trappole elettriche

I topi molto spesso rosicchiano i cavi e restano fulminati. Lo stesso principio può essere seguito per creare semplici trappole collegate direttamente a due fili della luce.
Un tipo potrebbe essere costituito da un tubo che l'animale deve percorrere per raggiungere l'esca; a metà di esso vengano introdotti attraverso due forellini due sottili fili di rame, fra i quali l'animale passerà, chiudendo il circuito.
Un secondo tipo potrà essere costruito applicando su di una tavoletta di legno o su di un bastone due spirali di filo di rame, distanziate circa un centimetro l'una dall'altra, in modo che non si tocchino, ognuna collegata ad un polo della corrente; quando l'animale le calpesta, chiude il circuito e rimane fulminato.
Trattandosi di circuiti pericolosi anche per l'uomo, devono essere predisposti solo da chi si intende di elettricità e in luogo ove altre persone ignare non possono accedere; essi devono essere muniti di un fusibile di sicurezza per prevenire infortuni gravi e incendi.
Ovviamente non devono essere esposti alla pioggia!

Trappole per vespe e mosche

Un tempo si usavano delle bottiglie di vetro panciute la cui parte inferiore era munita di un ampio foro; il bordo era poi ripiegato verso l'interno in modo da creare un anello concavo in cui si versava dell'acqua. La bottiglia era munita di tre piedini che la tenevano sollevata di circa un centimetro. Se si pone un po' di carne o di miele sotto la bottiglia, gli insetti vengono attirati, ma quando spiccano il volo per andarsene finiscono dentro la bottiglia e dopo un po' entro l'acqua nell'orlo, dove affogano. Ora è quasi impossibile trovarle, anche se mi risulta che ne siano state prodotte di plastica trasparente.
Un risultato analogo può essere ottenuto con un pentolino con parete alquanto alta di alluminio antiaderente (teflonato) e sistemato con dentro un po' di liquido idoneo ad attirare gli insetti. Neppure le mosche riescono ad arrampicarsi sul teflon e rimangono quindi prigioniere nel liquido.

Trappole per talpe

talpa1       talpa2       talpa3

La prima è una trappola a lame, molto usata in USA e Inghilterra; viene appoggiata sul terreno espulso dalla talpa e un sensore centrale fa scattare verso il basso le lame che trafiggono l'animale. La seconda è una trappola a molla che strangola la talpa. La terza è una trappola che impiega una cartuccia salve cal. 8 o 9 mm.; quando la talpa spinge con il muso il sensore, viene investita dai gas di sparo.

Quella che segue è invece una trappola generica che, variando le dimensioni, può servire per vari tipi di animali. Al coperchio vengono fissati dei fili di acciaio appuntiti che si restringono ad imbuto in modo che poi non consentono all'animale di uscire. Pare che per i corvi, molto curiosi, basti una lattina per la birra in cui si ritaglia a spicchi appuntiti il coperchio, ripiegandoli poi verso l'ìnterno così che l'animale non riesce più a estrarre il capo.Però fa soffrire l'animale ed è da evitare.

vasetto


Nota: alcuni dei disegni che ho fatto io sono penosi. Se qualche lettore vuole inviarmi disegni artistici, li sostituirò ai miei con il suo nome!

Vai al Capitolo II
Vai al Capitolo I
Torna a Armi

Home