Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Trappole Cap. III

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Trappole

Capitolo III
La figura che segue mostra un particolare modello per tronchi, di facile costruzione

Una semplicissima trappola per topini può essere costruita con una scodella di ceramica o di vetro e una mezza noce: la scodella rovesciata a campana viene appoggiata in bilico sul bordo della mezza noce in modo che il gheriglio sia rivolto all'interno; il topino entra sotto la scodella, inizia a rosicchiare la noce, fa cadere al scodella e vi rimane intrappolato sotto. Per catturarlo è sufficiente alzare la scodella quel poco che basta per far uscire il codino!

Le trappole a ritroso sono quelle in cui l'animale entra in un recipiente seguendo un percorso che non gli consente di arretrare o di tornare indietro perché delle punte od aghi, opportunamente incernierati, cedono nella direzione di entrata, ma si stringono se vengo sollecitate dalla parte opposta.

Tagliole

Le tagliole sono rappresentate da infiniti modelli in tutte le dimensioni, dalla tagliola di filo di ferro per uccellini o topini fino alle grosse tagliole per lupi ed orsi. Ecco alcune immagini

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappole

trappola per castori

Ed infine un modello moderno che funziona un po' come una mina antiuomo e può essere coperta di rametti e foglie per renderla invisibile:

trappola canine

Questi modelli richiedono di lavorare il ferro e quindi sono opera di specialisti. Un dilettante può al massimo costruire trappole in legno o in lamiera, come quelle usate di solito per catturare i topi, in cui il peso del topo che si avvicina all'esca fa abbassare una piastra a cui è collegato un arco di percussione azionato da una molla.

Il principio della trappola che imprigiona il piede è stato usato in certe operazioni di guerriglia con costruzioni rudimentali ma efficaci.

La seguente è munita di punte a ritroso

Trappole

mentre la seguente contiene due tavole irte di punte che, per la pressione della scarpa, si chiudono attorno alla caviglia.

Trappole di altro genere

Trappola che spara una carica

trappola a cartuccia

Quella che segue non è una trappola ma un armese per spaventare aninali o uomini; impiega un bossolo innescato di cartuccia da caccia (di libera vendita) ed è azionato a strappo.

allarme

Per completezza si riportano alcune altre applicazioni delle trappole sopra viste, di uso prevalentemente militare.

La seguente

Trappole

provoca la caduta di massi addosso a chi passa per un sentiero a mezza costa

Quest'altra provoca la caduta di un tronco od altro peso su chi calpesta dei bastoncini posti attraverso un viottolo

Trappole

Quest'altra ancora, costituito da un tronco elastico trattenuto fra due altri tronchi o paletti e munito di uno o più spuntoni, trafigge l'animale che stratta il filo teso attraverso il sentiero (il disegno raffigura la vista dall'alto)

Trappole Trappole
ad arco

Trappola per pesci

I pesci amano rifuggiarsi alla sera in acque tranquille; se si crea una specie di laghetto posando le pietre come indicato, sarà poi facile catturare i pesci rimasti imprigionati in esso.
Trappole

Altro sistema

trappola pesci

trappola pesci


Mina antiuomo da giardino
mina antiuomo da giardino

Questa è una soluzione geniale e del tutto lecita per tenere lontano da un proprio terreno gli intrusi. E' una robusta scatola di metallo chiusa da un coperchio da cui sporge la base di una bomboletta di CO2 per l'acqua di seltz o per pistole ad aria compressa. La scatola è riempita con liquido colorato od irritante o puzzolente: dalla scatola escono tre o quattro tubicini saldati al coperchio. Quando si appoggia il piede sulla bomboletta un chiodo ne fora al bocca e il gas crea una forte pressione (nella bomboletta supere la 20 atmosfere) sufficiente per proiettare il liquido verso l'alto ad una altezza di almeno due metri. Nella parte alta può essere fissata una piastra che assicuri una pressione più ampia sulla bomboletta. La scatalo viene poi sotterra nel terreno a fior di terra.

Il vischio

Una volta il vischio, ottenuto bollendo le bacche del vischio con altre sostanze, era usato per catturare piccoli uccelli mediante le panie, specie di alberetti artificiali su cui venivano inseriti canne, panioni e paniuzze, tutte ben coperte di vischio. Gli uccelli, attratti con la civetta oppure dal fatto che vi erano vicini campi con semi (specialmente canapa), si posavano sui rametti impaniati e con più si dibattevano più restavano invischiati. Si tenga presente che il vischio deve agire sulle ali e sulle piume e che non è sufficiente che restino invischiate le zampe.
Questa tecnica è ancora usata in Spagna per la caccia al tordo. su dei bastoni vengono infilati , alla distanza di 6-10 cm l'uno dall'altro, dei fuscelli lunghi una ventina di cm, ben impregnati di vischio; il tordo, cercando di posarsi sul ramo artificale, striscia contro i fuscelli che gli si attaccano alle pene e gli impediscono di volare via.
Questo tipo di caccia è molto selettivo perché consente di liberare gli uccelli di tipo proibito, eventualmente incappati nelle panie.

Attualmente si trovano in commercio tubetti di vischio artificiale, molto potente, che riesce a catturare anche grossi topi.

Esso può essere preparato con le seguenti miscele che si preparano mescolando a fuoco lento (parti in peso):
- Colofonia 2 - olio di ravizzone 1 - trementina densa 1
- Colofonia 7 - olio di lino 3
- Colofonia 12 - trementina 1 - olio di lino 7
- Colofonia 11 - olio di sesamo 5
Dal testo Nuovo dizionario universale tecnologico o di arti e mestieri del 1834 ricavo le seguenti informazioni:
PANIA.Sostanza viscida filosa che aderisce fortemente alla maggior parte e1 corpi che la toccano. Per questa sua i particolare proprietà la si adopera utilmente nella caccia degli uccelli.
Per preparare la pania, o vischio, si tagliano in pezzi i rami di agrifoglio e si fan bollire nell' acqua ; bolliti, si stacca la seconda buccia facilmente, e questa pestasi in de' mortai; pestata la materia, si pone in vasi in luoghi umidi, come una cantina, e vi si lascia, umettendola di continuo, finché una certa fermentazione spontanea 1' abbia resa assai vischiosa. Questa fermentazione è compiuta quando apparisce un odore particolare sviluppato dalla materia medesima.
La pania o vischio è allora completamente formata: per ottenerla pura bisogna lavarla nell’acqua e batterla ancora con un pestello.
Sembra potersi preparare la pania con diversi altri vegetali, particolarmente colla corteccia del vischio; ma questa è meno stimata.
Secondo alcuni preparatori di pania, invece di metter acqua nei vasi perché non si attacchi alle pareti, è preferibile ungerli con olio di uliva od altra specie di olio. Ma se l'olio adoperato fosse rancido, acquisterebbe un cattivo sapore che Terrebbe piuttosto fuggilo dagli uccelli.
Proprietà.
Secondo Bouillon-Lagronge, il solo chimico che siasi occupato di questa materia, la pania, oltre all' essere verdastra, tenace, filosa, il suo odore è analogo a quello dell' olio di lino, e il sapore amaro. Esposta all' aria, si disecca alquanto e si abbruna: al fuoco si fonde, e arde vivamente gonfiandosi senza spargere alcun gas, né odore caratteristico delle materie animali. E' insolubile nell’acqua che ne separa soltanto un poco di mucillaggine, di acido acetico, materia estrattiva. Gli alcali e 1' etere la sciolgono; gli acidi deboli la ammolliscono, ed in parte la sciolgono: l'acido solforico concentrato l’ abbruna, e poi la carbonizza. L' acido nitrico muta il suo color verde in giallo, e la converte in acido ossalico e malico, in resina ed in cera. Il cloro l'indura, e la rende bianca: l’alcol ne separa della resina e dell’acido acetico.
Risulta da queste esperienze che la pania contiene della resina, della mucilaggine, una materia estrattiva, dell' acido libero e probabilmente una sostanzi particolare non ancor conosciuta.
Usi.
Quando voglionsi mettere i panioni, s'impregnano le mani con olio, prendesi la quantità d' una noce di pania, e se ne stropicciano i fuscelli preparati, come diremo all'articolo Panione, lasciando uno spazio bastante senza pania per maneggiarli e non impiastricciarsi le dita.
Si chiudono i fuscelli impaniati in una cassetta unta di olio.

PANIONE. Bacchette impaniate per prendere gli uccelli. Ecco in qual guisa preparatisi generalmente.
Il miglior legno è il salice di cui fanno uso i bottai; tagliansene i rami nella stagione in cui si possono levar loro tutte le foglie senza spezzarne le cime. I più sottili e più diritti espongonsi al sole o in un luogo caldo per due o tre ore ; se ne aguzzano le cime che si indurano riscaldandole sulle braci accese o nelle ceneri calde, acciò non siano soggette a smussarsi. Fendesi la cima più grossa per fissarla facilmente sugli alberi, e finalmente s'intonacano di Pania come si disse a quell’ articolo.
I panioni adopransi principalmente per prendere i beccafichi: servono pure nelle cacce seguenti.
Dal mese di settembre fino all' aprile prendonsi gli uccelli col cespuglio impaniato. Scegliesi a tal effetto un sito lontano da grandi alberi e da siepi ; vi si pungono tre o quattro rami d' albero piantati in terra e con le cime legate insieme ; coprirai il di sopra di folti rami di spine nere ; attaccansi da 60 panioni per la loro spaccatura in vari punti del cespuglio fittizio in guisa che gli uccelli non possano poggiarvisi senza impaniarsi le penne. Piantansi in terra a piccole distanze alcune bacchette a bilico su cui sono de' richiami, che si fanno volare legati a funicelle, per attirare gli uccelli dei dintorni.
Caccia all’abbeveratoio impaniato.
Si fa questa al finire di luglio. Piantansi vari panioni, inclinati a 2 pollici da terra intorno d' uno stagno ove sappiasi esservi frequenza di augelli ; si possono anche porre de1 panioni sopra rami piantati qua e là in un luogo aperto, e gli uccelli vi si caleranno sopra facilmente.
Le ore migliori per questa caccia sono dalle 10 alle 11 del mattino, dalle 2 alle 3 dopo il mezzogiorno, e un' ora prima del tramonto del sole. In questa maniera si può prendere gran copia di uccelli, massime quando sono stanchi pei gran calori.
La pioggia e la rugiada tornano nocive perche bagnano la pania e la rendono meno appicicaticcia.  

Trappole tecnologiche

Trappole ad anidride carbonica
Una trappola semplicissima ed assolutamente efficiente può essere costruita con l'anidride carbonica. Come è noto questo è un gas più pesante dell'aria che si può quindi versare, come un liquido, entro un recipiente o una buca da cui ne scaccia l'aria e, quindi, l'ossigeno; qualunque animale che entra nel recipiente perde rapidamente la conoscenza e muore nel modo più indolore.
L'anidride carbonica può essere prelevata dalle bombolette per l'acqua di seltz (una bomboletta da 10 gr contiene circa 5 litri di gas) o dalle bombole per i fusti di birra o per la carica di armi a gas compressi; può essere ricavata dal ghiaccio secco o, in caso estremo, può essere generata versando acido cloridrico diluito su frammenti di marmo.
In un recipiente coperto il gas rimane a lungo; se la superficie del gas è esposto a correnti d'aria, si verifica una lenta dispersione del gas. E' molto semplice stabilire se nel recipiente vi è ancora anidride e quale è il suo livello, mediante un fiammifero o una candela che si spegneranno appena immersi in essa.
Le applicazioni possono essere innumerevoli: dal recipiente in cui gli animali (topi, ad esempio) possono scendere agevolmente, invitati da un'esca, alla finta tana in cui attirare predatori notturni.
Lo spessore dello strato di anidride deve essere tale da superare l'altezza dell'animale. Non ho esperienze sulla possibilità di catturare insetti (scarafaggi?). Si potrebbero persino catturare i cinghiali con il vantaggio, rispetto ad altri tipi di trappole, di una azione assolutamente silenziosa e che non richiede di dover uccidere la preda in modo cruento.
Nota: Uno studio del Max Plank Institut del 2016 ha scoperto che i topi hanno nel naso dei recettori con cui percepiscono la scarsità di ossigeno; cosa importante per animali che fanno il nido sottoterra; perciò il sistema potrebbe non funzionare con i topi.

Trappole elettriche
I topi molto spesso rosicchiano i cavi e restano fulminati. Lo stesso principio può essere seguito per creare semplici trappole collegate direttamente a due fili della luce.
Un tipo potrebbe essere costituito da un tubo che l'animale deve percorrere per raggiungere l'esca; a metà di esso vengano introdotti attraverso due forellini due sottili fili di rame, fra i quali l'animale passerà, chiudendo il circuito.
Un secondo tipo potrà essere costruito applicando su di una tavoletta di legno o su di un bastone due spirali di filo di rame, distanziate circa un centimetro l'una dall'altra, in modo che non si tocchino, ognuna collegata ad un polo della corrente; quando l'animale le calpesta, chiude il circuito e rimane fulminato.
Trattandosi di circuiti pericolosi anche per l'uomo, devono essere predisposti solo da chi si intende di elettricità e in luogo ove altre persone ignare non possono accedere; essi devono essere muniti di un fusibile di sicurezza per prevenire infortuni gravi e incendi.
Ovviamente non devono essere esposti alla pioggia!

Trappole per vespe e mosche

Un tempo si usavano delle bottiglie di vetro panciute la cui parte inferiore era munita di un ampio foro; il bordo era poi ripiegato verso l'interno in modo da creare un anello concavo in cui si versava dell'acqua. La bottiglia era munita di tre piedini che la tenevano sollevata di circa un centimetro. Se si pone un po' di carne o di miele sotto la bottiglia, gli insetti vengono attirati, ma quando spiccano il volo per andarsene finiscono dentro la bottiglia e dopo un po' entro l'acqua nell'orlo, dove affogano. Ora è quasi impossibile trovarle, anche se mi risulta che ne siano state prodotte di plastica trasparente.
Un risultato analogo può essere ottenuto con un pentolino con parete alquanto alta di alluminio antiaderente (teflonato) e sistemato con dentro un po' di liquido idoneo ad attirare gli insetti. Neppure le mosche riescono ad arrampicarsi sul teflon e rimangono quindi prigioniere nel liquido.

Trappole per talpe

talpa1       talpa2       talpa3

La prima è una trappola a lame, molto usata in USA e Inghilterra; viene appoggiata sul terreno espulso dalla talpa e un sensore centrale fa scattare verso il basso le lame che trafiggono l'animale. La seconda è una trappola a molla che strangola la talpa. La terza è una trappola che impiega una cartuccia salve cal. 8 o 9 mm.; quando la talpa spinge con il muso il sensore, viene investita dai gas di sparo.

Quella che segue è invece una trappola generica che, variando le dimensioni, può servire per vari tipi di animali. Al coperchio vengono fissati dei fili di acciaio appuntiti che si restringono ad imbuto in modo che poi non consentono all'animale di uscire. Pare che per i corvi, molto curiosi, basti una lattina per la birra in cui si ritaglia a spicchi appuntiti il coperchio, ripiegandoli poi verso l'ìnterno così che l'animale non riesce più a estrarre il capo.Però fa soffrire l'animale ed è da evitare.

vasetto

Un sistema ingegnoso è quello di creare una specie di tana artificiale in cui l'animale entra per ricoverarsi o per cercare cibo; sarà poi facile chiudere l'ingresso e catturare l'animale indenne.

trappola ricovero

trappola ricovero

Trappole per cinghiali

I cinghiali possono essere catturati con lacci in cordino di acciaio molto robusto oppure fancedoli entrare in gabbie di rete di acciaio o di tubi di ferro che si richiudono dietro di essi

gabbia cinghiali

Per la cattura di un intera famiglia di cinghiali si usa cosrtruire un recondo di legno robusot, un po' camuffato con frasche entro cui si allettano i cinghiali con granoturco o altri alimenti :

recinto per cinghiali

Qui troverete una raccolta di oltre 170 immagini tratte da libri dell'ottocento

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