Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Il TASER alle Forze di polizia

Il D. L. 22 agosto 2014, n. 119, convertito con L. 17 ottobre 2014, n. 146, ha previsto che le forze di polizia possono essere dotate di queste armi TASER:
Art. 8 comma 1-bis. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l'Amministrazione della pubblica sicurezza avvia, con le necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute, la sperimentazione della pistola elettrica Taser per le esigenze dei propri compiti istituzionali, nei limiti dì spesa previsti dal comma 1, lettera a).
Solo il 4 luglio 2018 il Ministro dell'Interno ha finalmente autorizzato l'Amministrazione della pubblica sicurezza alla sperimentazione delia pistola ad impulsi elettrici TASER "modello X2” Il 17 luglio successivo è stato costituito il Gruppo di Lavoro Interforze incaricato di redigere il "Manuale tecnico-operativo” all'uso dell'arma “Taser X2 che il 10 agosto u.s. ha rassegnato il documento finale.
Sia il provvedimento del 4 luglio 2018 che il manuale non sono stati resi pubblici. Nell'autunno 2018 è iniziata la sperimentazione in alcune città italiane.

Non è chiaro che cosa ci fosse da sperimentare. Il TASER è stato brevettato nel 1997  e la polizia italiana arriva buona ultima dopo che sul Taser  sono stati pubblicati infiniti studi. Si vedano questi libri, oltre ad almeno 300 importanti articoli scientifici:
Mark W. Kroll, ‎Jeffrey D. Ho, TASER® Conducted Electrical Weapons: Physiology, Pathology, and Law, 2009;
Gao Report, Taser weapons use of tasers by selected law enforcement agencies, 2005;
House of Commons, Police use of tasers: fifth report of session 2010-11, report
Michael Miller, Police Taser Utilization, 2010.

La nostra polizia ha acquistato il modello Taser X2 (prezzo al privato circa 300 euro; la carica di due cartucce costa circa 70 Euro) che può sparare due colpi in rapida sequenza, ha una torcia led incorporata e un doppio puntatore laser; può produrre un arco elettrico ben visibile e crepitante, che assieme ai due punti laser, ha buon effetto deterrente.
Ciascuna delle due cartucce è costituita da un parallelepipedo piatto, inserito verticalmente nell'arma; ogni cartuccia contiene una carica di azoto compresso, due cavetti di filo di rame sottile e isolato, collegati a due frecette-arpioncini. Queste sono sistemate una sopra l'altra ed escono con una divergenza di 7°; ciò significa che ad un metro di distanza esse sono distanziate, in verticale, di 12 cm, a 2 m di 24, a 3 m di 36 cm, a 5 m di 60 cm. Le freccette possono penetrare per circa un cm in abiti e corpo umano, ma la scarica può arrivare a superare 5 cm di indumenti non isolanti. E' poco utile sparare contro una persona a terra e posta perpendicolarmente al tiratore perché verrebbe colpita, con molta probabilità, da una sola freccetta.
Se le due freccette riescono a creare un circuito nel corpo colpito, esso viene percorso da una serie impulsi con una frequenza di ripetizione di circa 20 impulsi al secondo, per una durata di 5 secondi con tensione di 50.000 Volt e intensità di 1 mA.
Il Taser originariamente aveva una potenza da 7 watt fino a ben 26 wat; ora si è tornati ad una potenza nominale di 7 watt, ma in realtà la scarica ha una potenza di solo 1,3 watt e è stata migliorata la frequenza di impulsi della scarica. Ciò ha notevolmente diminuito il rischio di effetti anomali. Il Taser ora non interferisce con pacemaker e defibrillatori.

Più le freccette sono distanziate e maggiore è l'effetto e quindi non ha senso usare il TASER con le freccette quando la loro distanza dell'aggressore è inferiore a 1,5 m (20 cm fraa le freccette); meglio usarlo con la scarica a contatto. Però mentre le freccette hanno un effetto paralizzante che fa cadere a terra immobili per il tempo necessario ad un rapido ammanettamento, invece nella scarica diretta prevale l'effetto doloroso e quindi non garantisce che il soggetto sia incapace di reazioni pericolose. È sempre possibile che vi siano azione di riflesso per liberarsi dal dolore della scarica ed è bene ricordare che l'effetto è di breve durata e perciò l'operatore deve intervenire rapidamente per ammanettare il soggetto.  È per questo motivo che il Taser è munito anche della funzione di scarica elettrica a contatto da utilizzare quando il soggetto si rià troppo rapidamente dalla scarica iniziale. Però in questo modo è più doloroso che incapacitante e si deve preferire la modalità tramite freccette.

I fili di rame hanno una lunghezza di 7,5 m, ma è del tutto sconsigliabile usare il Taser oltre i 5 metri perché è alta la probabilità di colpire con una sola innocua freccetta.
Il tempo di volo delle freccette (poco aereodinamiche e frenate dal cavetto) fino a 5 metri è di circa 1,5 decimi di secondo e ci vorrebbero i riflessi di un gatto per evitarla; invece a 7 metri è di circa 2 decimi, e non si può escludere che l'aggressore riesca a scostarsi dalla loro traiettoria.

Ogni TASER è munito di una scheda in cui vengono memorizzati tutti gli interventi. Le freccette sono identificabili poiché ogni volta che viene sparata una cartuccia, vengono espulsi circa 20-30 piccoli "coriandoli" di plastica stampati con il numero di serie della cartuccia (NB: le istruzioni in italiano non ne parlano; non se sia una omissione o se sia stato adottato un tipo di cartuccia non identificabile).
La batteria al litio in dotazione è prevista per circa 500 scariche; attenzione a non toccare i poli o a cortocircuitarli quando la si maneggia perché si scarica, si surriscalda e può fare danni. È anche evidente che non bisogna mai mettere dita e mani davanti alle cartucce e non bisogra produrre scariche elettriche dove vi sono gas o vapori che possono prender fuoco od esplodere.

Taser X2

1 - Sicura; 2 -  Grilletto per lancio freccette; 3 - Tasto per scarica diretta; 4 -  Torcia LED; 5 - Due laser. I pulsanti 1, 2 e 3 possono essere azionari sia con a mano destra che con la sinistra.

In certi casi si può avere una ridotta efficacia dello strumento:
• Se le freccette si fissano nei vestiti ampi (mantella) o spessi e sono troppo lontane dal corpo dell'aggressore, l'efficacia è ridotta o nulla. È inutile usare le freccette contro chi si protegge con un ombrello!
• Se si una sola freccetta l'effetto è nullo; in tal caso è necessario sparare un secondo colpo o avvicinarsi e usare la scarica a contatto che si può ricollegare alla freccetta infissa.  E bene dare la scarica a contatto lontano dal punto in cui è infissa la freccetta.
• Se le freccette colpiscono un'area in cui vi è una massa muscolare molto ridotta (ad es.
lato della gabbia toracica), l'efficacia può essere molto ridotta.
• Se le freccette sono troppo vicine (meno di 10 cm) l'effetto è ridotto e si provoca solo dolore come con la scarica a contatto
• Se dopo lo sparo si rompe un cavetto, l'effetto della scarica cessa.
Per contro non risulta che il fatto che gli abiti siano bagnati influisca sull'efficacia dell'arma. In teoria ci si potrebbe proteggere con indumenti con strati o maglie di metallo tali da creare una specie di gabbia di Faraday, ma nessuno premedita di difendersi dai Taser!

Per completezza ricordiamo che la scarica diretta a contatto viene data appoggiando l'apparecchio sugli abiti dell'aggressore; bisogna agire di sorpresa, prima che l'aggressore possa dare un pugno o un calcio.
È appena il caso di dire che con il Taser non si deve affrontare una persona armata di armi da fuoco.

Il TASER  è molto utile in quelle situazioni in cui è pericoloso usare armi da fuoco come su di un aereo o in mezzo alla folla e in quelle operazioni più difficili e pericolose per la polizia che richiedono di superare la resistenza di persone in stato di agitazione, sia che vogliono aggredire, sia che vogliono suicidarsi; in questi casi è molto facile arrecare o subire lesioni.
Particolarmente pericolosi in casi in cui si deve intervenire su soggetti  schizofrenici, soggetti in stato di intossicazione da alcool o droghe, e specialmente droghe  come metanfetamina, cocaina, LSD, PCP, crack. È quello stato che in termine tecnico ora viene definito come excited delirium.  Sono situazioni in cui il soggetto perde totalmente il controllo ed in cui può sviluppare comportamenti bizzarri, insensibilità al dolore e forza quasi sovrumana.  La realtà è diversa dalle finzioni televisive in cui un singolo poliziotto riesce ad ammanettare un riottoso: nella realtà ci possono volere anche sei persone.
Spesso sono situazioni non previste perché il soggetto non ha le tipiche caratteristiche del violento e può reagire in maniera esplosiva.
Il termine "armi non letali" è usato genericamente per identificare alternative innovative alle armi e tattiche tradizionali (come manganelli, torce elettriche, tecniche di arti marziali e varie forze corporee) che la polizia ha usato per più di 150 anni. Si definiscono le armi non letali come "armi coercitive volte a prevenire il rischio sostanziale di lesioni gravi o di danni mortali".
Alcuni considerano le armi non letali come il TASER strumenti "shootavoidance". Il concetto di usare armi non letali per ridurre il numero di sparatorie da parte della polizia è fondato sulla convinzione che, in alcune situazioni, le armi non letali potrebbero controllare un sospetto all'inizio del confronto, prima che un sospetto disarmato ma resistente abbia l'opportunità di armarsi e attaccare l'ufficiale. Inoltre, un sospetto armato con meno di un'arma da fuoco potrebbe essere controllato prima di usarlo su sé stesso o su chiunque altro. Negli ultimi anni, c'è stato un numero crescente di cosiddetti "salvataggi" (cioè un controllo sicuro di una persona che altrimenti sarebbe stata colpita con un'arma da fuoco).
I fattori temporali (attacco improvviso vs. situazione di stallo) e distanza (tra ufficiale e sospetto) sono cruciali per determinare se le armi non letali sono appropriate per la situazione. Nelle situazioni di stallo, le armi non letali devono essere utilizzate in anticipo e in modo aggressivo per portare la situazione a una conclusione il più rapidamente possibile, prima che si deteriori in un confronto che richiede un maggiore livello di forza. La stragrande maggioranza degli incidenti con armi non letali coinvolge sospetti disarmati che mostrano comportamenti resistenti, violenti o bizzarri, presentando quindi una significativa minaccia per la sicurezza a se stessi, agli altri e agli ufficiali che devono intervenire.

Internet e la stampa sono piene di critiche contro questi strumenti a scarica elettrica con grande abbondanza di fake news: elevato numero di morti e possibilità di usare le scariche elettriche (non quelle del Taser tramite freccette!) come mezzi di tortura. Sarebbe come criticare le sigarette e le batterie per auto o i peperoncini messicani perché possono essere utilizzati per torturare!

Le statistiche relative a  morti o lesioni conseguenti all'uso del Taser dimostrano che sono  trascurabili rispetto ad altri mezzi di coercizione. Per contro l'esperienza di altri Stati ha dimostrato la grande utilità e sicurezza di impiego di questi strumenti, utili per impedire aggressioni contro le forze di polizia, per limitare l'uso di armi da fuoco solo a casi estremi. Ciò per il loro forte effetto deterrente realizzato mediate i punti rossi laser sul bersaglio mirato e il crepitio di avviso della scarica elettrica.

Le critiche sull'uso di queste armi non letali, che in alcuni casi possono provocare danni alla persona colpita, allo stesso identico modo di pugni, calci e bastonate, ma molto più controllabile, sono prive di senso, esattamente come le critiche ai vaccini: è vero che in un caso su mille (numero a caso) vi può essere un incidente, ma senza il Taser si avrebbero decine di morti e feriti non solo fra i delinquenti, ma anche fra i poliziotti.
Purtroppo nella nostra epoca siamo invasi da coloro che sanno solo negare, che mettono "no" davanti ad ogni cosa, per puro partito preso, ignorando realtà e logica, senza alcuna capacità costruttiva. È facile, basta avere una lingua in bocca scollegata dai neuroni, dire che non bisogna mai ferire o uccidere, ma è bene anche pensare che cosa si può fare di costruttivo per impedire ciò e chi, fra un poliziotto e un delinquente o uno squilibrato, si preferisce tutelare.

Sul piano operativo chi porta il Taser dovrà essere ben addestrato a gestire sia il Taser  (con la mano sinistra) che la pistola (con la mano destra); di fronte ad un soggetto che sembra disarmato e per il cui controllo sembra bastare il Taser, si deve prevedere che improvvisamente estragga un'arma da fuoco oppure che sbuchi fuori un suo complice. In questi casi l'arma da fuoco deve essere pronta per una estrazione rapida, con il colpo in canna.

Sul piano giuridico, salvo pazzie giudiziari, non dovrebbero essere particolari problemi. Fermo il principio della legge secondo cui il pubblico ufficiale non è tenuto a far collazioni con pazzi o ubriachi o bulli con rischio per la propria incolumità, non ci vuol molto a dimostrare al giudice (a quello che non ha abbastanza cervello per arrivarci da solo!)  che fra tutti i mezzi di azione, l'uso del Taser è quel più controllabile e controllato ed è quello che più garantisce da eventi più gravi di quelli previsti .

7 novembre 2018

Si veda qui per un articolo vecchio sul Taser


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