Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Circolare 557/B.9396-10175(1) del, 6 agosto 2008 - Esportazione armi liberalizzate

OGGETTO:    Esportazione temporanea delle armi a modesta capacità offensiva di cui all‘art. 1 del D.M. 9 agosto 2001, n. 362.
La Questura di Roma, con la nota in riferimento, ha chiesto di conoscere il periodo di validità del provvedimento che autorizza l’esportazione temporanea di armi con modesta capacità offensiva, disciplinate dal D.M. 9 agosto 2001, n. 362, da parte di agonisti o tiratori sportivi che intendono recarsi all'estero per partecipare a gare di tiro a segno.
Al riguardo si precisa che a tali armi, pur soggette ad una disciplina speciale, recata nel regolamento adottato con il D.M. sopra citato, debbono continuare ad applicarsi, per quanto ivi non espressamente disposto, le norme previste, in generale, da altre disposizioni di legge o di regolamento.
Per tale motivo, ed in specifica adesione alla Direttiva 91/477/CEE (Allegato 1. lettere B. C. ed E), il trasferimento di tali armi al seguito, in altro Paese dell'Unione Europea, sarà normalmente disciplinato ai sensi del D. Lgs. n. 527 del 30 dicembre 1992 e delle altre norme che regolano l'uso della carta europea delle anni da fuoco.  
Fuori dei casi ivi previsti, ovvero quando l’interessato non sia munito della predetta carta europea, l’esportazione, anche temporanea e al seguito di un arma a modesta capacità offensiva sarà effettuata con le modalità di cui all’art. 6 del citato D M. 9 agosto 2001, n.362. che prevede il preventivo avviso al Questore, da presentarsi per iscritto in carta semplice, recante tutte le indizioni necessarie ad identificare compiutamente l'amia (marca, modello, matricola c calibro), nonché il Paese in cui si intende esportarla, il valico di frontiera utilizzato, nonché, per le esportazioni temporanee, la durata presumibile dell'operazione ed il valico di rientro dell'amia nel territorio dello Stato.
In assenza di specifiche disposizioni nel citalo art, 6 del D,M. n. 362, circa la validità temporale dell’autorizzazione (anche implicita ivi prevista, trovano applicazione, per tutte le esportazioni, la norma dell'art. 16 della legge 18 aprile 1975. n. 110, c quella dell’art. 8 del D.M. 24 novembre 1978, in materia di esportazione temporanea di anni per motivi sportivi o di caccia, che entrambe prescrivono una validità di 90 giorni.

NOTA
Questa circolare potrebbe essere usata come prova decisiva /se ce ne fosse bisogno) per dimostrare la totale imbecillità ministeriale.
A monte vi è la totale imbecillità del regolamento DM 9 agosto 2001, n. 362 che ha preteso di regolamentare, contro la legge, armi libere e così si è inventato la licenza di esportazione per esse.
Le armi ad aria compressa liberalizzate per la legge di PS non esistono, salvo la necessità della vendita tramite armieri e a maggiorenni, cosa che si giustifica solo per  accertare che quelle nuove messe in commercio siano conformi alla normativa italiana.
Una volta che l’oggetto è stato comperato, il detentore, che non la deve denunziare, ne può fare legittimamente ciò che vuole senza alcuna possibilità di controllo: cederla, regalarla, distruggerla.
Ed allora che gliene frega allo Stato italiano se uno se la porta  o spedisce all’estero e magari ce la lascia? E che gliene frega se uno la porta per 90 giorni  o 90 anni? E perché mai se il legislatore stabilisace che questi oggetti non sono più armi, ad essi devono continuare ad applicarsi tutte le norme suille armi? E' l'imbecille burocrazia che si è vista scavalcare dal legislatore e non può accettarlo.
La circolare commette il solito falso ideologico e dice che ciò è previsto dalla Direttiva Europea.  Purtroppo per i nostri imbecilli, la Direttiva dice proprio il contrario e cioè che delle armi non da  fuoco non gliene frega proprio nulla.
Puro mulino di carte inutili per far credere di avere troppo lavoro! Ma così costringono i nostri sportivi che vanno all’estero per gare di tiro a inutili pratiche e costi. Ma l’UITS che riesce a far fare al Ministero tutto ciò che le fa comodo per conservare poltrone, come mai non pensa a tutelare i proprio soci?

 

 


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