Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Bozza del regolamento sui poligoni privati - marzo 2017

È stata diffusa  dal Ministero una nuova bozza del Regolamento per i poligoni  che potete leggere sul sito di ARMI e TIRO.
Non entro sulle questioni tecniche e mi limito a quelle giuridiche; fra queste vi sono rimaste tutte norme studiate non per facilitare uno sport, ma solo per fregare i poligoni privati facendo sì  che siano molto costosi nella costruzione e con le mani legate nella acquisizione di clientela. Norme chiaramente  dettate da chi ha messo le mani nelle casse dei TSN e non vuole concorrenti più efficienti ed appetibili.
Al Ministero se ne fregano di rispettare i diritti costituzionali di libertà di associazione e di libertà di insegnamento e il principio generale di favore piuttosto lo sport che le poltrone.
Vediamo ciò che immediatamente salta all'occhio.
- Previsione di gare di tiro temporanee in poligoni mobili chiusi. Non so di che parlano; penso a gare di tiro per terremotati entro i container.
- Viene mantenuta la regola che competente al rilascio è l'autorità di PS più importante nel Comune; ciò significa suddividere le competenze per una materia unitaria  fra questura-commissariato-comune con probabile diversità di comportamenti; è un po' come dire: il poligono vallo a fare in un comunello e prima informati su come la pensa il sindaco!
- Si insiste con il ritenere il Banco di Prova organo idoneo a collaudare poligoni. Ma non lo è, non ha mai avuto alcuna competenza in materia e i dipendenti non sanno nulla di poligoni e il Banco non ha il personale necessario. Ma ci pensate al Banco che prende due o tre persone e le mana da Brescia a Canicattì a collaudare un poligono? Minimo quattro giorni di trasferta più la missione, più il rimborso dei costi al Banco, vuol dire che un collaudo verrà  costare almeno ottomila euro!  
Se si tratta di collaudare poligoni, tanto vale pagare la missione ai militari che hanno sedi in tutt'Italia e hanno personale sufficiente ed esperti che hanno studiato la balistica. E per il collaudo di materiale ogni regione ha i suoi centri specializzati. È inoltre contrario alle norme europee di creare un monopolio quando vi sono altri enti o ditte che possono svolgere lo tesso compito in regime concorrenziale. Siccome il Banco di Prova dipende dal Ministero dell'Interno ho il fondato dubbio che alle nostre spalle si stia organizzando un formidabile magna-magna  sui poligoni. Non vorrei che i nodi di coloro che dovranno girare per l'Italia ad incassare soldi siano già scritti in qualche pizzino!  Il Regolamento dice che il Banco deve operare con le persone che ha; il che vuol dire che bisognerà attendere mesi o anni per un collaudo.
- Si dice che il titolare della licenza deve essere in possesso della capacità tecnica di cui all'art. 8 L. 110. I cretini non sanno che l'art.8 regola due tipi di capacità: quella per le licenze di porto e quella per fabbricanti, riparatori, commercianti. Ma siccome il richiedente  ha già la licenza di porto d'armi e quindi la capacità al maneggio, ciò significa che subdolamente si sta scrivendo che il titolare dovrà fare un esame come un armiere; esami che nessuna prefettura organizza e che bisogne sperare vengano fatti a Brescia; ma su quale programma di esame? Che cosa si deve sapere?
Il titolare deve avere l'idoneità fisica. Ma che c'entra? Non può fare il titolare se è un mutilato? Mica deve sparare e correre per il poligono! Norma altamente illegale.
- Alla domanda va allegata una relazione tecnico-balistico redatta da "un esperto". Ecco la gabola per fare guadagnare un po' dì soldi al soci UITS a cui sono stati fatti corsi  di poche ore per dar loro il certificato di "esperti balistici". Ci vuole ben altro per essere esperti balistici. I militari del genio  sono laureati in ingegneria (o titolo equivalente della scuola militare.
- Lo sparatore dovrà essere in possesso di certificato medico di buona salute. Ma se persino il CONI  con circolare 10 giugno 2016 ha stabilito che il certificato non ci vuole!  L'unica a sostenere che ci vuole è l'UITS   che lo vuole imporre ai TSN; ed ora si capisce chi ha scritto il regolamento  e il perché l'UITS  insiste a volere il certificato: perché è il sistema che ha studiato con il Ministero per fregare i poligoni privati e non può mollarlo!
- Lo sparatore deve presentare il certificato medico (non lo si dice, ma sicuramente vorranno quello della ASL) di idoneità psichica.  Follia pura; in primo luogo nel poligono si spara sotto la responsabilità del direttore di tiro e, se il tiratore non ha una licenza di sport, egli non acquisisce la detenzioni  autonoma dell'arma ma solo un affidamento controllato momentaneo; non ci vuole nessuna capacità tecnica, nessuna capacità psichica; tanto è vero che  in tutti i poligoni del TSN o della FITAV  possono sparare i minorenni. È una regola puramente vessatoria diretta a fregare i poligoni privati. Un poligono è un luogo di svago ove si va con gli amici, come per fare una gara di bocce, quando se ne ha voglia e tempo, una volta al mese o una volta al mese. Quale mente pazza può pensare che una persona inizia a pensarci tre mesi prima, prenota la visita ospedale, si sottopone magari a esami psichici e psichiatrici, spende almeno € 300 per avere un certificato, il quale scade dopo sei mesi, solo per poter andare a sparare una volta al poligono, tanto per vedere se vi piace?
- Il tiratore deve aver già il maneggio armi. Questo è il colmo dei colmi. Quando mai in un poligono, che tra l'altro è fatto anche per insegnare a maneggiare le armi, uno deve essere già abili al maneggio. Non è previsto per nessun altro tipo di poligoni, dove come ho detto possono sparare tranquillamente i minorenni e 12 anni in su e ci mancherebbe altro che fosse previsto per i poligoni privati. Sarebbe come richiede la patente di guida per girare con una su una pista privata.
Ciò che al ministero fa finta di non capire (o forse proprio non capiscono perché è nella loro natura) è che in un luogo privato il cittadino ha diritto di fare quello che cavolo ritiene, purché non commetta reati. Una volta che la porta è chiusa essere in un poligono privato o a casa propria non cambia nulla e a casa mia posso far sparare chiunque, senza limiti. Perciò è anche illegittimo il successivo punto in cui si regola il tiro dei minori. Un padre o una madre hanno diritto di far svolgere in privato attività ludica o sportiva al proprio figlio, indipendentemente dalle regole studiate per le attività pubbliche.
- Ci vuole una tessera con foto. In un poligono uno entra si scrive e spara; magari non ci tornerà mai più; perché mai deve farsi una foto con tessera. Chi l'ha poligono privato non è necessariamente un socio: Al ministero vorrebbero regolare i poligoni privati come se fossero delle associazioni con soci affezionati; ma il bello di avere i poligoni privati  sarà  che ciascuno ogni settimana può andare in un poligono diverso; chi fa gira con 20 tessera in tasca! Il poligono privaro può essere di una associazione amatoriale, ma ache di una società commerciale! Idiozia burocratica pura.
- Il ministero fa finta di credere che nel poligono privato si potranno vendere ai tiratori munizioni. Non è possibile perché per tenerle e venderle ci vuole una apposita licenza di minuta vendita relativa e locali separati; cosa non facile da realizzare.
- Si vieta l'uso di munizioni ricaricate nei poligoni al chiuso. Ma se le usano in quasi tutti i poligoni del TSN perché mai si possono usare un poligono privato dove, lo ripeto, la libertà di azione è molto più ampia per natura di cose e logica giuridica? La norma è talmente stupido che lo stesso ministero, quando parla (lett. b) dei dati da inserire nel registro giornaliero, ammette che si usino munizioni ricaricate!
- Il titolare della licenza deve tenere l'elenco degli iscritti. In un poligono non vi sono scritti, ma clienti entrano  e si registrano; semmai vi sarà un elenco dei tiratori che hanno sparato (delle altre persone la PS se ne deve fregare), non degli iscritti. Però il lapsus freudiano ci fa capire quale manina sporca ha scritto la norna e che era abituata ai tesserati da tosare e non ai clienti!
- Si scrive che i corpi di polizia locale possono svolgere corsi di addestramento disposti dalla amministrazione di appartenenza. Con questa disposizione il ministero vuole derogare alle regole stabilite in passato sull'addestramento della polizia locale e che non prevede l'uso di poligoni privati. Sarebbe bene che lo facesse, ma sarebbe anche bene che lo dicesse chiaramente.

22 marzo 2017

 


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