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Manifesto
Noi affermiamo che le armi sono oggetti e strumenti apprezzabili
come ogni altro prodotto dell'ingegno umano; esse fanno parte della storia
dell'uomo e della sua cultura; esse sono documenti della maestria umana,
utili strumenti sportivi, ineliminabili mezzi di difesa. Noi affermiamo
i seguenti nostri doveri:
- le armi non debbono servire mai come mezzi di offesa,
salvo che in situazione di legittima difesa o necessità assoluta e salvo
diversa disposizione dello Stato;
- le armi non devono servire al cittadino per compensare
suoi sensi di insicurezza o per soddisfare desideri di prevaricazione,
per esibizionismo; chi si trova in questa situazione psicologica deve
evitare le armi e deve essere dissuaso dal possederne;
- chi usa le armi deve conoscere le norme sulle armi
e deve rispettare le leggi sulle armi in modo puntuale, senza cercare
di aggirarle od eluderle e senza mai credere che la sua passione lo
possa in qualche modo giustificare nel violarle; chi viola le leggi
sulle armi è un nostro nemico perché ci danneggia tutti;
- le armi efficienti sono strumenti pericolosi e si ha
il dovere morale e civile di evitare incidenti; chi è trascurato nell'uso
o nella custodia delle armi viola la legge ed è un nostro nemico perché
ci danneggia tutti;
- chi usa le armi deve rispettare l'ambiente e gli altri
concittadini evitando condotte che possano disturbarli, spaventarli,
turbarli;
- chi aderisce a questo manifesto ha il dovere di essere
informato sulle armi e le norme più importanti; non è ammissibile che
la fonte delle nozioni siano l'armiere all'angolo o gli amici del bar;
così facendo si diffondono solo errori;
- chi condivide questo manifesto ha il dovere di avere
una buona cultura sulle armi che possiede e deve diffondere agli altri
la conoscenza di questa cultura, la conoscenza delle leggi, i principi
di questo manifesto.
Noi affermiamo i seguenti nostri diritti:
- noi abbiamo il diritto di servirci delle armi nei modi
consentiti dalla legge;
- noi abbiamo il diritto di non essere criticati, censurati,
discriminati, malvisti, per il fatto di avere interesse per le armi
o di farne uso legittimo;
- noi apparteniamo ad una minoranza che ha diritto ad
essere tutelata e rispettata come ogni altra minoranza; ogni atteggiamento
discriminatorio è un insulto ai principi costituzionali e mondiali sulla
tutela della dignità umana;
- noi abbiamo diritto ad un corretto trattamento da parte
delle istituzioni; il cittadino non è un giurista e lo Stato ha il dovere
di fornire corrette informazioni al cittadino che si rivolge alla Pubblica
Amministrazione per ottenere una licenza o per informazioni;
- noi abbiamo il diritto di non essere trattati come delinquenti
ad ogni controllo di polizia, a rischio di arresto non in base a diritto,
ma in base all'antipatia personale o, quel che è peggio, perché l'operatore
sa che troverà comprensione nel tartassare chi ha un'arma, anche se
si tratta di un onesto cittadino; sappiamo che un verbale o un arresto
in materia di armi è molto utile per le statistiche delle forze di polizia,
ma chi si presta a queste squallide operazioni è indegno di ogni rispetto
e va combattuto;
- noi abbiamo il diritto a che i giudici conoscano la
normativa sulle armi e l'applichino senza pregiudizi; il giudice che
ritiene di dover essere severo in modo particolare verso gli onesti
che hanno a che fare con le armi non applica la legge, ma sue personali
distorsioni mentali. Chi causa un infortunio con un'arma ha diritto
allo stesso trattamento di chi lo causa con un'autovettura.
Mezzi di lotta
Il cittadino può sperare di affermare i suoi diritti solo
lottando per essi ed impegnandosi di persona; ed i mezzi moderni consentono
di farlo in modo efficace e senza rischi di ritorsione da parte di indegni
funzionari.
Occorre ribattere colpo su colpo; la cosa migliore è quella di resistere
percorrendo tutte le vie giudiziarie, ma ciò ha un costo elevato, troppo
spesso insostenibile in termini di danaro e stress. A ciò avrebbe dovuto
sopperire una robusta associazione tipo la NRA italiana, ma essa, già
asfittica per lo scarsissimo spirito associativo degli italiani, è stata
lasciata morire nella culla da una grande azienda armiera italiana e così
ora dobbiamo arrangiarci con i nostri mezzi.
Noi proponiamo che in ogni caso in cui si abbia la prova documentata che
un giornalista ha scritto sciocchezze, che un funzionario ha dato informazioni
sbagliate o ha errato nell'applicare la legge per errore non scusabile,
che un giudice ha errato grossolanamente nell'applicare la legge, sia
un dovere per tutti noi di scrivere a chi ha potere di controllo
su chi ha sbagliato per segnalare l'incapacità del soggetto e per chiedere
provvedimenti a suo carico. Quante più lettere arriveranno per ogni singolo
caso, tanto maggiore sarà la loro efficacia.
I gruppi di discussione su internet potranno essere fonte preziosa per
lo scambio di informazioni che però, si ripete, dovranno essere precise
e documentate.
Noi proponiamo la seguente lettera tipo, da adattare ovviamente
alle singole circostanze:
Al direttore del giornale (per giornalisti)
Al Questore di (per funzionari di polizia; al Ministro degli Interni per
il questore)
Al Consiglio giudiziario presso la Corte d'appello di (per giudici)
... ecc.
Ho accertato personalmente e con sicurezza che (nome e titolo del soggetto)
ha scritto o dichiarato quanto segue: (copiare o allegare documento o
ritaglio di stampa).
Trattasi a mio avviso, basato sull'opinione degli esperti, di affermazione
gravemente erronea che dimostra grave incompetenza ... oppure totale mancanza
di rispetto per ... oppure grave inosservanza dei propri doveri di diligenza,
che fanno fortemente dubitare che il suddetto sia persona munita delle
capacità e dell'equilibrio necessarie per ricoprire l'incarico.
Tanto segnalo alle S.V. per gli opportuni provvedimenti ed affinché ne
venga tenuto conto nella futura valutazione della persona. E consigliabile
che ogni lettera venga inviata per conoscenza almeno ad una seconda autorità
per evitare che il destinatario soccomba all'istinto di cestinarla: ad
es. la lettera al Questore verrà inviata anche al Prefetto, quella al
Consiglio giudiziario anche al Consiglio Superiore, quella al direttore
del giornale, anche al Consiglio dell'Ordine dei giornalisti, ecc. Può
essere consigliabile inviarne copia allo stesso interessato.
Attenzione: chi non è sicuro della veridicità della notizia, abbia l'avvertenza
di premettere la frase "in base ad informazioni di cui non ho potuto accertare
la veridicità e che rimetto pertanto alla Sua valutazione"; in questo
caso la lettera NON dovrà essere spedita ad altri destinatari (accusare
una persona di cose non vere comunicando con PIU' persone costituisce
diffamazione).
Chi aderisce a questo manifesto è invitato a diffonderlo
il più possibile con ogni mezzo: invito alle Riviste del settore a pubblicarlo,
catena di sant'Antonio per lettera o e-mail ad amici e conoscenti con
invito a rispedirlo ad altri amici, e così via.
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