Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Mori, l' Inopportuno

Leggo ora sul sito della Rivista Armi e Tiro (ottima rivista che con Armi Magazine e  Armi e Balistica si divide il magro mercato dei lettori di riviste sulle armi), che la mia sollecitazione alla Commissione Europea per costringere l'Italia a recepire correttamente la Direttiva sarebbe inopportuna.
È possibile, ma dallo scritto non riesco a capirne i motivi; forse io sono stato inopportuno e loro frettolosi.
Permettetemi quindi di fare alcune chiose allo scritto, al solo fine di far chiarezza.

L’ex giudice Edoardo Mori, noto agli appassionati per la sua attività di tutela del settore in particolar modo contro le paranoie del ministero, ha intrapreso una iniziativa che ha lasciato tutti di sasso: una vera e propria denuncia alla Commissione europea nei confronti dello Stato italiano, per non aver a suo avviso adempiuto correttamente all’obbligo di recepimento della direttiva 2017/853. In sostanza, gli strali del noto giudice si concentrano in particolare sulla disciplina delle armi comprese nella categoria A6 e A7, che secondo il testo del ricorso, sarebbe in pratica stata recepita in modo troppo morbido, ignorando specifici obblighi previsti dalla direttiva medesima, sia per quanto riguarda la modalità di possesso delle armi, sia per quanto riguarda le modalità di custodia.
Se da un punto di vista del tutto teorico e per amore di filosofia, le osservazioni di Mori possono essere anche legate a un fondamento di verità,
CHIOSA: Che vuol dire da un punto di vista teorico e filosofico? Io quelle cose le ho sempre lasciate ai giornalisti. Io sono un giurista e ho fatto un ragionamento giuridico chiaro e preciso come la dimostrazione del teorema di Pitagora: il Ministero ha fatto carte false, o il gioco delle tre carte, per non applicare la Direttiva (altro che modo morbido!). Ha stabilito l'esatto contrario di ciò che impone la direttiva. Se qualcuno vuol sostenere che non è vero, me lo dimostri, articoli alla mano. Non si possono fare delle affermazioni, nascondendo il problema in discussione. È chiaro che ragionando con il metodo "Se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata un tramvai", si può sostenere qualunque cosa.
Invece il punto di partenza ineluttabile è che l'Italia ha fatto una furbata (atto tipico di chi crede di essere furbo e non lo è) e che la Commissione Europea, prima o dopo, ci ordinerà di metterci in regola.
Io sono dell'idea che è meglio anticipare i tempi così evitando di essere sanzionati e arrivando ben preparati al momento delle contestazioni, piuttosto che attendere all'ultimo momento per poi uscire con provvedimenti storpi e raffazzonati come quello appena approvato. E a quel momento sarà bello poter dire "è vero c' è stato un errore, ma abbiamo già fatto la legge per correggerlo!

 occorre tuttavia ricordare due aspetti molto importanti: il primo, è che comunque ha poco senso creare uno stravolgimento profondo (più profondo di quanto sia già stato fatto) rispetto al regime giuridico precedente
CHIOSA: Quale stravolgimento profondo? Nella mia proposta di legge ho trovato un modo intelligente per recepire la direttiva in modo che nessuno ne avrebbe sofferto, lasciando le cose come erano, spostando certe armi in collezione, ma consento di usarle con molta libertà. Forse era troppo intelligente, ma nessuno ha avuto la capacità di sostenerla e tutti hanno preferito plaudire alla furbata ministeriale, molto italica.
Il dannoso stravolgimento lo ha già fatto chi ha introdotto nel nostro sistema delle norme illegittime che non potranno restare in piedi. È come mettere un puntello ad un ponte che crolla, senza preoccuparsi del fatto che il puntello cederà dopo poco.

quando l’atto fondante di tale stravolgimento (cioè la direttiva) è comunque tuttora soggetto a una procedura di ricorso presso la corte europea di giustizia (il ricorso fu presentato dalla Repubblica ceca e vi si associò la Polonia); lo Stato italiano, malgrado ciò, era comunque tenuto a provvedere al recepimento perché la corte di giustizia europea non aveva sospeso l’efficacia dell’atto nell’attesa del giudizio di merito.
CHIOSA: Ma quando mai? Lo Stato italiano aveva tutto il tempo per adempiere; fino la 14 settembre gli unici Stati a fare il recepimento sono stati Francia, Portogallo, Regno Unit e Italia; la Germania a tutt'oggi ci sta ancora pensando., Perciò il fatto di correre a presentare il decreto ad agosto, da parte di un governo con le valige in auto, è stata solo una furbata organizzata dal Ministero per impedire una valutazione seria del provvedimento.
Circa i ricorsi di Repubblica Ceca e Polonia, il loro accoglimento, non prima di qualche anno, è utopistico e fino ad allora la Commissione Europea andrà per la sua strada, Direi che è stato grave illudere gli italiani che quella fosse la via giusta per la salvezza, così che non si sono preoccupati di affrontare la realtà fino a quando era troppo tardi.

Il secondo aspetto fondamentale è che anche una direttiva europea deve comunque rispettare i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale italiano e, a nostro avviso, sottoporre la facoltà di possedere determinate armi non soltanto (come previsto dal recepimento) a una iscrizione a una federazione sportiva, ma anche a un effettivo esercizio del tiro rappresenta un qualcosa di fortemente illegittimo e contrastante con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico. 
CHIOSA:  Quale principio fondamentale? Non è possibile inventarselo. Se il legislatore decide di vietare tutte le armi da fuoco, lo può fare, Come può vietare tutti i poligoni privati. Come ha vietare le armi da guerra. Come ha vietato i casini. Mi pare pericoloso illudere i cittadini con ipotesi fantomatiche, ignote ai giuristi.

Pensiamo, tra l’altro, al fatto che la direttiva medesima non abbia in alcun modo previsto una procedura derogatoria per i tiratori sportivi che si trovino (per esempio) nella condizione di dover sospendere l’attività per un anno o più a causa di un infortunio. È vero che la direttiva prevede un riesame della situazione del tiratore sportivo ogni cinque anni anziché ogni anno, ma è altrettanto evidente che esista una ben precisa casistica nella quale sia possibile prevedere un ritiro della qualifica di “tiratore sportivo” per motivi contingenti, che comporterebbe inevitabilmente un obbligo di disfarsi delle armi in questione, salva la possibilità (onerosa e assolutamente non scontata nella concessione) di chiedere la specifica licenza di collezione.
CHIOSA: Questi sono problemi a cui deve pensare la legge di recepimento che non vieta certamente di fare aggiustamenti a seconda delle necessità dei vari Stati. L'importante è rispettare i principi base. Non vedo che centri il sottoscritto sul fatto che né il governo né i suoi consiglieri delle varie associazioni non abbiano pensato a ciò. Io sono l'unico che ha affrontato il problema per le corna chiedendo la collaborazione a tutti, e ricevendone molta, salvo che dalle associazioni che si sono defilate. Pare che anche per esse io fossi "inopportuno" nel proporre nuove leggi. O forse era un problema con troppe corna, visti gli interessati.

Dispiace, più di tutto, constatare che ancora una volta il nostro settore inteso nel suo complesso abbia perso una ulteriore opportunità di dimostrarsi unito, anziché composto da una molteplicità di soggetti che agiscono in modo del tutto indipendente e scollegato rispetto agli altri.
CHIOSA: Non certo il sottoscritto; io fin da ottobre 2017 ho iniziato a lavorare alla nuova legge, l'ho portata a conoscenza di tutti, ho chiesto la collaborazione di tutti, ho adottato decine di suggerimenti ricevuti da privati, ho sempre detto che la legge era aperta ad ogni modifica seria, era implicito che il Parlamento avrebbe fatto le sue integrazioni e modifiche, mi sono attivati per avere consensi politici "dall'arco costituzionale", trovandoli.  Chi non si è unito è chi si è rinchiuso del suo pollaio senza capire nulla, senza prevedere nulla, criticando solo chi si dava da fare. Come diceva uno scrittore francese," il mondo è pieno di buoi bravi a criticare il toro che scopa".

CONCLUDO:
- È cosa inopportuna in Italia pretendere che la legge venga rispettata senza trucchi e senza inganni. Qualcuno vuol forse sostenere che bisogna fare i furbi, girarsi sempre dall'altra parte, accettare ogni porcata e ingiustizia?
- È cosa inopportuna cercare di aiutare i concittadini che stanno per essere trascinati in una situazione potenzialmente dannosissima senza che nessuno li avvisi? Ora sono stati convinti che è una burletta comperare dodici armi  sportive facendo solo finta di essere dei tiratori; molto correranno a riempirsi gli armadi senza  rendersi conto che quando la UE farà valere le proprie ragioni quelle armi non avranno più alcun valore, saranno stati soldi buttati via.
Siamo seri e smettiamola di prenderci per i fondelli: i miei sono piuttosto robusti, ma io mi preoccupo per chi ce li ha deboli e corro volentieri il rischio di essere inopportuno! Come direbbe Salvini,  "è una medaglia".

19-9-2018


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