Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Infami funzionari (luglio)

Vedendo quello che succede in materia di armi in alcune questure o prefetture, mi viene in mente ciò che mi raccontava mio padre è cioè che all'epoca del fascio, vi erano dei comandanti di stazione dei carabinieri i quali infierivano sui cittadini con eccessiva severità al solo scopo di far loro odiare il regime!
Non so se il mio sospetto che ciò avvenga anche oggi sia fondato, se certi funzionari politicamente orientati agiscano per sputtanare il loro ministro Alfano, ma se si vede il rispetto per no-tav, centri sociali, teppisti politici e simili gruppi, vien proprio da pensare che essi siano molto più tutelati dell'onesto cittadino, e non solo da certi funzionari, ma anche da certi magistrati.
Non passa giorno in cui io non riceva lamentele da cittadini i quali appena prendono contatto con certe questure si sentono scaraventati in kafkiani  mondi da incubo come Alice nel paese delle meraviglie ove si festeggiavano i non compleanni e tutto era sottosopra. Fortunatamente non sono molte, ma il cittadino ha diritto che non ve ne sia neppure una.

Faccio alcuni esempi di stramberie segnalatemi, iniziando dal Piemonte. Seguiranno altre segnalazioni.

Di questi giorni la notizia che la questura di Torino avrebbe ritirato le armi ad un cittadino perché un figlio convivente era stato condannato per un incidente d'auto! Secondo il questore (dico questore perché lui formalmente è responsabile di tutto ciò che avviene, ma in concreto è ben possibile che  sia stata opera di qualche funzionario che il questore non si preoccupa di controllare) se in una famiglia vi è uno che ha avuto un incidente stradale, le armi non sono più custodite adeguatamente!

In questa materia delle decisioni stravaganti ed illegali mi è stata segnalata più volte la questura di Alessandria in cui la cavillosità ad ogni costo pur di danneggiare il cittadino pare sia cosa studiata ad arte.
Tanto per confondere le idee alla gente la questura si era inventata che nel comune di Alessandria la denunzia delle armi doveva essere presentata alle stazione dei carabinieri invece che alla questura e i cittadini venivano così "rinviati da Ponzio a Pilato". Chiaro che qualcuno, per i propri comodi, è disposto a calpestare qualsiasi norma di legge.

Un tizio voleva acquistare una sciabola napoleonica; quando si è presentato per chiedere il nulla osta si è visto richiedere più documenti che se avesse voluto acquistare un Kalashnikov: residenza, casellario giudiziale, abilità al maneggio delle armi, visita medica per uso d’armi, ecc.), il tutto in bollo. Un questore dovrebbe sapere che il funzionario che si permette di comportarsi così, il giorno dopo dovrebbe essere messo sotto inchiesta e dovrebbe essere sottoposto a visita psicologica; c'è qualcosa che non quadra. Non è certo un servitore dello Stato né del cittadino che lo paga.

Lo stesso ufficio non vuol sentir parlare del fatto che un collezionista di armi antiche non deve denunziare acquisti di armi dello stesso genere con le già collezionato; e ciò nonostante la chiarezza della norma di legge e le sentenze dei tribunali che confermano l'esattezza dell'interpretazione seguita dagli altri uffici. Sostengono che non vi è la minima differenza tra collezione di armi antiche e quella di armi moderne e pretendono persino la domanda in carta da bollo per inserire in collezione un'arma antica!

Ad un ufficiale dell'esercito in servizio permanente effettivo è stata rifiutata la licenza di porto d'armi corta affermando che non aveva dimostrato la necessità di andare armato. E il rifiuto è stato fatto ampiamente dopo che erano trascorsi i termini di legge e senza neppure notificare il prescritto preavviso del rifiuto.

In materia di eredità di armi, la questura non consente che le armi, in deposito presso la PS o i Ccarabinieri vengono affidate in custodia ad uno degli eredi, se non vi è consenso di tutti gli eredi! Richiesta strabiliante è stupida perché gli uffici di PS e dei Carabinieri non sono pagati dallo Stato per tenere in deposito le armi di privati e per assumersi la responsabilità di eventuali danneggiamenti e la qualità di erede non c'entra nulla con la loro custodia. La custodia è un dovere di chi si trova ad essere in possesso delle armi e per decidere sulla loro custodia non si può certo attendere che venga rintracciato un erede emigrato in Australia vent'anni fa o che venga terminata la causa civile sull'eredità, che in Italia può anche durare 10 anni (per curiosità mi dico che in Austria la durata media di una causa in primo grado è di un anno!). Chissà dove sta scritto che dei pubblici uffici devono preoccuparsi di tutelare i diritti degli eredi; non lo fanno per un tesoro in monete d'oro, chissà perché devono farlo per delle vecchie armi. So benissimo che una volta si è vista scritta questa incredibile scemenza persino una circolare del ministero, ma una scemenza rimane tale anche se scritta in una circolare o, persino, in una legge e quindi si deve usare quel minimo di elasticità che deve avere ogni mente intelligente, non pietrificata in una ottusa burocratica stupidità.

12-04-2016

Avevo  appena pubblicato  questa pagina, che anche la prefettura di Torino si è fatta avanti per ottenere il suo premio "IgNobel"; forse saprete che  ogni anni, oltre ai premi Nobel, vengono assegnati anche i premi Ignobel per le gli studi più squallidi.
La prefettura si è inventata, forse unica in Italia, che chi ottiene la licenza per deposito di 1500 cartucce o polvere da sparo, deve tenere un registro vidimato di PS per il carico e scarico di cartucce e polvere. Pretesa assurda perché le circolari del Ministero non lo hanno mai previsto e perché l'art. 25 L.110/1975 è chiarissimo nel dire che il registro lo deve tenere solo chi fa uso di esplosivi "per l'esercizio della propria attività lavorativa!
Quindi o a Torino non sanno leggere le leggi, o non le capiscono, o commettono un abuso volontariamente.
13-04-2016

Da Brescia mi giunge ora notizia che la questura di Brescia ha disposto che chi porta un'arma ad una armeria per manutenzione e riparazioni, deve prima denunziare che intende fare ciò!!

Solenne stupidaggine per vari motivi:
- Non si può dennuziare una intenzione; se poi il giorno dopo si cambia idea o sitrova l'armeria chiusa o l'arma viene sistemata al volo che si fa? Si va ad annullare la denunzia? Bel metodo per risparmiare tempo ed energie!
- Non esiste norma o interpretazione che possa inventarsi questa assurda formalità. E' principio pacifico dal 1940 che tutto ciò che viene iscritto in un registro di PS, soggetto a controllo della PS, si considera noto alla PS e non vi è nessuna necessità di informarla nuovamente. Persino l'armeria che vende un'arma non deve affatto informare la PS della vendita; la segna nel registro e rilascia all'acquirente la dichiarazione di vendita Se ciò valeva nel 1940 quado la PS andava a piedi o in bicicletta e si scriveva a mano, figurarsi se non deve valere nell'epoca dei computer in cui il tracciamento delle armi può essere fatto in tempo reale. Lo so che il sistema non funziona perché a Roma si sono mangiati i soldi dei programmi, ma non si può perciò castigare i cittadini. Ed è cosa penosa vedere che a Brescia, dove potrebbero essere all'avanguardia, ne sanno meno che altrove dove le armi non sono cosa di tutti i giorni. Che sia verò ciò che scrivono i giornali e cioè che il Ministero dell'Interno è in mano ai napoletani, ovviamente di cultura borbonica?

Quindi: che porta un'arma in armeria per ragioni diverse da una cessione non deve denunziare nulla, né prima né dopo. Se cede l'arma deve denunziare la cessione, per scaricarla dalla propria denunzia.

23-6-2016

Altra nefandezza giuridica dal Commissariato di P.S. di Civitavecchia e da quello di Primavalle.
Il cacciatore che presenta domanda di rinnovo della licenza di caccia deve presentare i conti correnti dell'anno precedente altrimenti l'esame della domanda di rinnovo verrà preso in considerazione dopo la data di scadenza del documento vecchio, in sostanza non si può presentare domanda di rinnovo prima della scadenza in assenza dei versamenti dell'anno precedente.
E' una cosa totalmente assurda e che non ha alcun appiglio in nessuna legge, regolamento o circolare. Quando la licenza scade dopo 6 anni non se ne chiede il rinnovo, ma il rilascio di una nuova licenza. Non esiste alcun collegamento con la vecchia licenza ed è del tutto irrilevante se nell'ultimo anno era stata pagata o meno la tassa; atto che rientra nei diriti del cittadino. Quando il cittadino deposita una domanda legittima, essa va evasa entro i terminini di legge e non vi è stronzo di funzionario che può sottrarsi a tale obbligo con sue invenzioni personali. Un simile comportamernto può essere dovuto solo a ignoranza o alla precisa volontà di vessare chi chiede licenze di caccia.

4 luglio 2016

 

 

 

 

 

 


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