Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
    torna indietro
 

Home > Menu 1 > Sottomenu > Documento

back

Le pistole a colpo singolo sono armi comuni?

Vi è un fantasma giuridico che si aggira nel diritto delle armi. Ho deciso che è il momento di stanarlo!
La legge 110 del 1975 aveva nettamente distinto due categorie di armi da fuoco, quelle da guerra e quelle comuni.
Le armi da guerra, che sarebbe stato tanto bene elencare, vennero definite all'art. 1 con una norma generale, valida dal missile alla pistola, e quindi rimasero oggetti misteriosi per anni fino a quando, dopo il 1990, venne definita un po' meglio la nozione di materiali di armamento e vennero pubblicati gli elenchi di tale materiale.
Invece le armi comuni vennero elencate specificamente così nell'art. 2 :
a) i fucili anche semiautomatici con una o più canne ad anima liscia;
b) i fucili con due canne ad anima rigata, a caricamento successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna ad anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento semiautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni a percussione anulare, purché le cose non a funzionamento automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le pistole a funzionamento semiautomatico;
h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890 fatta eccezione per quelle a colpo singolo.
Aggiungeva poi le armi da bersaglio da sala, o ad emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un'energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali il Banco nazionale di prova escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche, l'attitudine a recare offesa alla persona.
È facile rilevare che manca una categoria di armi non proprio trascurabile: mancano le pistole ad una o più canne non semiautomatiche. Alcune di esse, in piccoli calibri come i Flobert o il 22 corto rientrano fra le armi da bersaglio, da sala, ma non certamente quelle in calibro superiore. La scelta non derivava certamente da uno sbaglio ed ha una spiegazione nota e logica: la legge 110/1975 originariamente consentiva di detenere senza licenza di collezione solo due armi comuni e sei armi da caccia e se si fossero considerate comuni quelle in cal. 22 lr si sarebbe distrutto  lo sport della pistola libera; quindi hanno preferito non inserire queste armi fra quelle comuni e lascarle nel limbo delle armi proprie generiche.
Se dalla manata elencazione di queste armi si dovesse concludere che esse rientrano tutte fra le non comuni, anche se di calibro superiore al 22 corto, si aprirebbero scenari normativi ricchi di prospettive e del tutto inaspettati; ad es. si dovrebbe concludere che armi da bersaglio da sala, lanciarazzi e armi ad aria compressa non rientravano affatto nella categoria delle armi comuni. Soluzione ben più logica e sensata di ritenere che queste semiarmi "facciano numero"  ai fini della licenza di collezione.
Non sono certo poche le pistole ad una o più canne a ripetizione manuale di piccolo calibro e sono tutte quelle armi monocolpo destinate al tiro al tiro sportivo e che mi limito ad elencare. Eccone alcune in cal 22 l.r.: Record Anschutz, Konmer, Hämmerli 105, Perfekt Stötzer, Bücher-Tell, Neumann, Bühag, Wostok, Arminius Pickert, Alk, Straight-Line,  H&R, Webley Scott,  Drulow, Hämmerli 120. Morini, Pardini, ecc..
Ma ve ne sono in calibro potente come Remington XP 100  in cal 221 Fire Ball o la Contender della Thompson in quasi 20 calibri diversi dal 22 al 44 magnum; la  recente Rapax della Arsenal Firearms in vari calibri potenti, fino al 500  S&W Magnum per il tiro  alla silhouette, ecc.
Ad esse vanno aggiunte, ad esempio, le pistole tipo Derringer o Sharp, le pistole a canna liscia Serena.
In conclusione una interpretazione razionale della legge 110 imponeva di ritenere che queste armi non erano comuni e che quindi non lo erano neppure le armi da bersaglio da sala, lanciarazzi, ad aria compressa. Conclusione implicita nella norma che successivamente sarebbe andata oltre su questa linea di pensiero e avrebbe escluso dal novero delle armi comuni,  e persino delle armi proprie, le armi ad aria compressa e ad avancarica liberalizzate.
Come ha potuto la Commissione Consultiva catalogarle?  Il DM 16 agosto 1977 sulle operazione di catalogazione prevedeva genericamente le categorie delle pistole e delle rivoltelle, ma poi  in sede di catalogazione è stato utilizzato lo schema che allego qui, che alla cat. I inserisce solo le pistole semiautomatiche (cat.1) e mette le pistole a rotazione in cat. 2. Lo schema  è contenuto nel  DM 18 settembre 1979  che ha disposto la pubblicazione del volume contenente il Catalogo Nazionale, catalogazioni da 1 a 1474. Esso quindi ha modificato, in aderenza alla legge 110, il DM del 16 agosto 1977. Ma allora  come cavolo hanno fatto la Commissione e il Ministero dell'Interno ad inserire la Remington XP 100 in classe C1 fra le pistole semiautomatiche? Dormivano, non sapevano che cosa facevano, avevano le fette di prosciutto sugli occhi?
Mi si chiederà; ma se non sono da guerra e non sono comuni, allora che armi sono per la legge? La risposta che si ricava dalle leggi è semplice: sono armi di altro genere, come ad esempio le armi bianche e le armi antiche, già regolate dall'art. 30 del TULPS. Siamo stati molto fortunati perché i legislatore, così come si è inventata la scempiaggine della armi tipo guerra, o delle armi sportive,  ignote al resto del mondo, avrebbe potuto inventarsi la categoria delle armi tipo comune!
La direttiva europea ha inserito le armi corte non  semiautomatiche  nella cat. B
Le conseguenze sul piano giuridico non sono da poco.
-  La detenzione e il porto illegale non sono puniti a norma della legge del 1967, ma a norma degli artt. 697 e 699 del CP.
- Non vi è obbligo  di custodia
- Non avrebbero dovuto essere  catalogate
- Non fanno numero ai fini della collezione, neppure come armi sportive
- Non devono essere classificate al Banco di Prova
- Possono essere vendute per corrispondenza
- Non vige il limite annuo di acquisti all'estero
Questa conclusione, tra l'altro dimostrerebbe, se ne fosse ancora bisogno, l'imbecillità totale del regolamento sulle armi ad aria compressa liberalizzate a cui è stata applicata la stessa normativa prevista per le armi comuni da sparo!

(8 luglio 2017)


torna su
email email - Edoardo Mori top
  http://www.earmi.it - Enciclopedia delle armi © 1997 - 2003 www.earmi.it