Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Considerazioni sulle statistiche delle armi

Le riviste e le trasmissioni televisive sono piene di statistiche sul numero delle armi e sul numero di morti che esse provocano.
Il guaio è che mentre vi sono statistiche precise sulle patate e sull'automobili, queste statistiche sulle armi sono assolutamente fantastiche e frutto delle passioni di chi le scrive e di chi le utilizza.
Prendiamo l'esempio della Germania ove le leggi sono abbastanza rispettate. In base ai dati ufficiali vi sono circa 5,5 milioni di armi in possesso di circa 1,45 milioni di cittadini. Poi tutti si affannano a dire "chissà quante armi illegali sono?", Come se fosse una cosa normale per i tedeschi tenersi armi nascoste in casa. E su questa base fantastica cominciano a lavorare di fantasia.
Se si va su uno di quei siti che pensano solo a fare terrorismo in materia di armi, ad esempio www.smallarmssurvey.org, si scopre che le armi legali in Germania sono improvvisamente diventate oltre 7 milioni, ma che il totale potrebbe essere tra i  20 ed i 30 milioni. È chiaro che siamo di fronte a dati di pura fantasia che si è inventato qualcuno seduto dietro un computer dall'altra parte del mondo! Sulla base di questi dati fantastici la rivista Stern che si ispira al sito www.gunpolicy.org, scrive che in Germania vi sono 25 milioni di pistole e fucili.  Però il giornalista si accorge di quanto sia sballato il dato fornitogli e cerca di rimediare rilevando come dal numero delle armi in circolazione bisognerebbe quanto meno, ad esempio, detrarre le armi che sono custodite presso le associazioni di tiro a segno, e che quindi non si possono considerare in circolazione. Ma è possibile che non si accorga come solo la fantasia malata possa sostenere che in Germania per ogni arma denunziate ve ne sono cinque illegali? Se così fosse ogni anno in Germania verrebbero sequestrate migliaia di armi della seconda guerra mondiale mentre invece il loro numero è trascurabile.

Secondo questa stessa fonte in Italia sarebbe incerto il numero delle armi legali e quelle legali sarebbero tra i 4 e i 10 milioni. Secondo l'altro organismo www.gunpolicy.org sarebbero 7 milioni. In realtà il numero di armi denunziate è di circa 1.200.000 e il numero delle armi illegali è totalmente sconosciuto, come in qualsiasi altro paese del mondo. Il dato della polizia di Stato è sicuramente impreciso  perché in Italia non è mai stata fatta una rilevazione delle armi detenute da lungo tempo; la rilevazione cominciata nel 1971 mediante il cosiddetto modello 38, che registrava ufficialmente le vendite tramite armerie, avrebbe dovuto registrare anche passaggi di armi tra privati, ma per una ventina di anni gli uffici addetti hanno pensato bene di lasciar perdere. Quindi è ben probabile che si possa arrivare a un numero totale di armi detenute e denunziate vicino ai 2 milioni ma il dato relativo alle armi illegali è fantasia. Fra le armi ufficialmente note al Ministero vi sono armi non funzionanti, armi liberalizzate, armi ad aria compressa, armi antiche denunziate come moderne, armi lanciarazzi  e quindi il numero di  queste non-armi va a compensare in larga parte il numero delle armi non denunziate.
Basta aver passato molti anni fra i corpi di reato, come ho fatto io, per rendersi conto di quanto sono falsate le statistiche delle forze di polizia in materia ritrovamenti e sequestri: esse tendo ad ingigantire ogni operazione per farsi belli; proprio in questi giorni ho  visto un fucile da caccia del 1870 sequestrato come "arma per tiro da lunga gittata", due bossoli per il 91, sparati e corrosi dal tempo,  sequestrati come "munizioni per arma da guerra" (il detentore si è salvato dall'arresto ad opera dei CC solo perché il PM si è fatto venire dei dubbi), una scatola  di artifici pirotecnici detenuti all'aperto su di un  lastrico solare è divenuta "una scatola di candelotti che scoppiando  avrebbero potuto danneggiare l'edificio"! Per non parlare di quella volta che venne sequestrata una nave con un carico di 700 fucili e 200.000 munizioni: erano carabinette ad aria compressa con i relativi diabolo!
In genere, con un calcolo assolutamente a naso, si è detto che il numero delle armi illegali dovrebbe essere pari al numero delle armi legali; ma è un criterio che poteva valere negli anni 50, quando vi erano un gran numero di armi provenienti dal periodo di guerra, ma poi il loro numero è necessariamente calato per vetustà, sequestri, versamenti, sanatorie.
In Svizzera non vi un registro delle armi denunziate  e la stima delle armi detenute va da 1 a 4,5 milioni.
Se si leggono le stime relative agli Stati Uniti si comprende ancora più come venga effettuato un puro lavoro di fantasia. Si va dai 250 ai 300 milioni di armi, ma nessuno si pone il problema, ad es., di chiarire se in questo numero siano ricomprese anche le armi antiche e loro repliche, come ad esempio sono tutte le armi della guerra civile.
Quanto siano fasulle le stime di questi autoproclamatisi organismi lo si deduce dal fatto che mai viene indicato il criterio seguito per fare certe stime.

Il fatto è che prima di fare le statistiche di fare delle comparazioni bisogna stabilire quale sia il parametro da usare, in altre parole che cosa si intende per arma.
Nelle statistiche italiane rientrano fra le armi da fuoco soggette a denuncia anche le armi antiche da fuoco, le armi lanciarazzi e le armi ad aria compressa e già siamo fortunati se non ci finiscono anche le baionette e pugnali. Per l'Italia sono armi antiche quelle anteriori al 1890, ma per altri paesi, ad esempio la Germania, sono quelle anteriore al 1870. È evidente che le statistiche fra i due paesi non sono comparabili. Per certi paesi finiscono nelle statistiche delle armi circolanti anche quelle in uso alle forze di polizia il che egualmente impedisce ogni comparazione. Quando poi si passa a stabilire un qualche rapporto tra armi e morti, le statistiche divengono ancor più fantastiche.
Anche in questo caso non ci si capirà mai e non si otterrà mai un risultato utile se non si stabilisce chiaramente che cosa si intende per morto per arma da fuoco.
Siccome stiamo parlando di uso non giustificato delle armi dovrebbe essere chiaro che: a) non si deve tener conto dei suicidi. Se si studiano accuratamente le statistiche dei morti per arma da fuoco nei vari paesi si scopre che i dati sono regolarmente falsati proprio perché non si tiene conto del fatto che i suicidi sono la stragrande parte di questi morti, ma per essi l'arma non è lo strumento essenziale. In Germania, su una media di 800 morti in un anno, si scopre che il 730 erano suicidi; in Svizzera in un anno su 260 morti ben 240 morti erano suicidi.
b) non si deve tener conto dei delinquenti uccisi in conflitto a fuoco o per legittima difesa; anche se i nostri giornalisti tendono a qualificarli come vittime, non vi è certo un uso illegale di un'arma, ma vi è proprio l'uso specifico per cui essa è prodotta e portata.
c)  inoltre, se si vuole fare uno studio scientificamente corretto, non si deve tener conto di quelle morti in cui l'uso di un'arma da fuoco è occasionale, cioè morti che si sarebbero avuti anche se le armi non esistessero. Tipico caso quello delle morti dovute a disturbo psichico dell'autore del fatto; tutti i giorni si assiste a stragi familiari fatte con coltellate e se l'autore avesse avuto una pistola, l'unico risultato certo è che le vittime avrebbero sofferto meno! Questi casi vanno logicamente abbinati ai suicidi e quindi non sono assolutamente utili per dimostrare un qualsiasi rapporto tra arma e crimine.
d) In paesi ove vi sono organizzazioni criminali potenti e evidente che vi è un certo numero di morti  dovuti a lotte fra bande; ma se in Germania quelli della 'ndrangeta che si fanno la guerra, sono forse armi e morti che incidono sulla valutazione relativa all'uso delle armi in Germania?
e) Sarei curioso di sapere se negli USA si tiene contro del fatto che ogni anno vi sono oltre 1000 morti ammazzati dalla polizia (nel 2015 furono 1147; nel primo semestre 2016 sono già 566), in larga parte "negri", come dicono i poliziotti bianchi, molti ammazzati per puro animo omicida dei poliziotti. Una statistica ben fatta porterebbe a concludere che le armi più pericolose sono quelle legalmente portate dalla polizia!
Però se la polizia ammazza tre negri innocenti, la colpa è della polizia; se un cittadino prende un normale fucile da caccia e ammazza tre poliziotti, la colpa è delle troppe armi; il che dimostra che vi è una enorme massa di imbecilli i quali non hanno ancora capito che il problema principale sono le teste bacate e non solo le armi.
Insegna poi la statistica che quando si deve fare una valutazione sull'utilità o dannosità di uno strumento occorre tener conto non solo di fattori negativi, ma anche di quelli positivi: se si vuol valutare l'incidenza sociale delle armi, si deve tenere conto anche del numero di morti che si sono evitati proprio perché la vittima destinata era in grado di difendersi perché possedeva armi.

Se le statistiche fossero fatte da chi veramente se intende, in modo scientifico e senza nessun interesse a far prevalere una tesi piuttosto che un'altra, si scoprirebbe facilmente che le morti non giustificate e cagionate da armi da fuoco (e uno statistico spiegherebbe che nulla cambierebbe nelle proporzioni se si tenesse conto anche delle lesioni da arma da fuoco non giustificate) sono un numero trascurabile e che rientra ampiamente in quello che è un rischio che si corre nell'usare un qualsiasi strumento utile all'uomo. Prendiamo l'esempio degli incidenti di caccia che si verificano ogni anno: non lo so, ma sono convinto che statisticamente sono molto minori degli incidenti fra coloro che praticano uno sport analogo nella natura, ad esempio alpinisti, escursionisti, sciatori.
Può sostenere il contrario solo chi nella sua mente, se così si può chiamare, è convinto che gli sci siano un prodotto dell'angelo delle nevi e i fucili un prodotto del diavolo o che, come vedo in certi siti, computa fra i morti anche coloro che hanno avuto l'infarto cacciando! E siamo fortunati se non contano quanti sono morti facendo sesso: Siamo purtroppo circondati da talebani sacerdoti di fedi schizofreniche il cui sogno è di vietare tutto ciò che fa godere gli altri.

8-7-2016


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