Enciclopedia delle armi - a cura di Edoardo Mori
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Aboliamo il Banco di Prova?

Aboliamo il Banco di Prova? Domanda provocatoria che si giustifica per l'inadeguatezza dimostrata dal Banco nell'affrontare i suoi compiti.
Ho già detto più volte che le sue colpe sono modeste rispetto alle colpe del legislatore e del Ministero dell'Interno. Il Banco di prova era specializzato nell'infilare cartucce entro una canna e vedere se questa reggeva la botta e, ogni tanto, faceva prove su auto blindate per vedere se reggevano ai proiettili; attività alla portata di ogni buon meccanico e che in molti paesi non ritengono affatto necessario affidare ad un ente pubblico! Improvvisamente si è trovato catapultato nel mondo del diritto senza nessuna norma chiara da applicare, senza nessuno in grado di interpretare una norma, e avendo come interlocutore il Ministero dell'Interno, frustrato perché gli avevano tolto di bocca l'osso del Catalogo nazionale, inutile, ma fonte di grandi "benefit" per i funzionari, e comunque incapace anch'esso di interpretare le norme di legge. Come dire che non si era nella situazione dell'orbo che aiutava il cieco, ma di due ciechi che tiravano ciascuno dalla propria parte!
La situazione giuridica era molto scarna. La finanziaria del 2008  aveva abolito alcun enti pubblici inutili come l'UITS e il Banco di prova. Poi esigenze varie hanno indotto il Governo a ripensarci e sono ritornati ad essere enti pubblici. il Decreto Legge 20 giugno 2012 n. 79 riaffidava la classificazione delle armi al Banco di Prova, che per il momento restava ente privato. La parte del decreto relativa non veniva approvata e così provvedeva sulla materia il D. L. 6 luglio 2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135. Questo scriveva:


Art. 12-sexiesdecies. A seguito della soppressione del Catalogo nazionale delle armi, il Banco nazionale di prova di cui all'articolo 11, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, verifica, altresì, per ogni arma da sparo prodotta, importata o commercializzata in Italia, la qualità di arma comune da sparo, compresa quella destinata all'uso sportivo ai sensi della vigente normativa, e la corrispondenza alle categorie di cui alla normativa europea, anche in relazione alla dichiarazione del possesso di tale qualità resa dallo stesso interessato, comprensiva della documentazione tecnica ovvero, in assenza, prodotta dal medesimo Banco. Il Banco nazionale rende accessibili i dati relativi all'attività istituzionale e di verifica svolta, anche ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241

Si veda questa pagina per il commento a questa norma sicuramente troppo vaga.
Il Banco riceveva poi l'incarico di classificare le armi sportive in base al nuovo testo dell'art. 2 della L. 85/1986:
Art. 2. - 1. Alle armi per uso sportivo viene riconosciuta, nel rispetto delle norme della legge 7 agosto 1990, n. 241, tale qualifica, a richiesta del fabbricante o dell'importatore, dal Banco nazionale di prova, sentite le federazioni sportive interessate affiliate o associate al CONI. Per le armi per uso sportivo sono ammessi caricatori o serbatoi, fissi o amovibili, contenenti un numero di colpi maggiore rispetto a quanto previsto dall'art. 2, comma 3, della legge 18 aprile 1975, n. 110, se previsto dalla disciplina sportiva prescritta dalle federazioni sportive interessate affiliate o associate al CONI.
 2. Ai sensi e per gli effetti della presente legge, si intendono per armi sportive quelle, sia lunghe che corte, che, per le loro caratteristiche strutturali e meccaniche, si prestano esclusivamente allo specifico impiego nelle attività sportive.   
3. Delle armi per uso sportivo sottoposte a verifica da parte del Banco nazionale di prova è redatto un apposito elenco.

Vediamo che cosa è successo.
- La classificazione, rivolta a stabilire se un'arma era comune o da guerra, senza  gli assurdi fronzoli introdotti dalla Commissione Consultiva asservita al Ministero, è stata fatta in modo adeguato.
Il Banco però ha preso una grossolana cantonata solo nell'individuale le armi da mettere in cat. B7; mentre la Direttiva Europea vi inserisce solo le armi semiautomatiche che abbiano l'aspetto di un arma automatica (cioè di un fucile d'assalto o di una pistola mitragliatrice) il Banco si è messo a tener conto anche di aspetti sostanziali! Sarebbe come se ci fosse una norma che dice di controllare chi ha l'aspetto di un arabo, e poi si inserissero fra di essi anche coloro che mangiano il kuskus  o che salgono su di un cammello! Si veda al riguardo questa pagina . L'errore è noto anche al Banco, che si è dimostrato incapace di correggerlo. Pare che voglia costringere il Ministero a prendere una posizione ufficiale sul problema, il che dimostra solamente che essi non hanno capito di che pasta (non alimentare)  sono fatti al ministero!
- Nel classificare le armi sportive il Banco è caduto miseramente creando una situazione del tutto illegale che, prima o dopo, gli scoppierà in mano. Si veda questa pagina .
Spesso mi viene il sospetto che il Banco abbia capovolto la legge. Questa dice che le armi sportive possono montare un caricatore maggiorato il che chiaramente impone che un'arma prima di tutto sia sportiva per sue caratteristiche e poi, se è sportiva, consente di cambiare il caricatore; ebbene, a me pare che talvolta il Banco abbia classificato come sportivi dei modelli comuni, solo perché avevano il caricatore maggiorato! Il che sarebbe complicità nell'eludere la legge sui caricatori (legge sconcia, ma c'è!). Per non parlare nuovamente dello sconcio di dichiarare sportive certe armi solo perché una federazione sportiva privata attesta che con essa ci può fare tiro sportivo.
La legge prevedeva espressamente che delle armi sportive venisse fatto un"apposito elenco". Non è stato fatto. Omissione strana, perché per crearlo basta un quarto d'ora di lavoro di un informatico che metta sulla pagina del sito del Banco un pulsante per selezionare tutte le armi sportive (ora si può effettuare una ricerca solo fra le armi sportive, ma non si può avere l'elenco di tutte le armi sportive). Comunque è interessante scoprire che alla fine dell'aprile 2016 vi sono fra le armi sportive ben 14 modelli di Kalashnikov degli arsenali d'Oltrecortina e 23 modelli di altri produttori. Vien da chiedersi se nei campi di tiro sportivo si faccia addestramento paramilitare e quali siano le specifiche caratteristiche sportive di questi Kalashnikov!

- Il Banco ha fatto sparire l'elenco delle armi ad aria compressa classificate come di potenza inferiore a 7,5 J. Sembra che il Banco stia attuando una forma di protezionismo a favore di ... ignoti perché in Italia  non vi sono produttori di armi ad aria compressa di basso prezzo (non sono tali ovviamente le Pardini e Morini o le carabine Mangolini per i Luna Park); di fatto l'importazione dall'estero da parte di un privato è praticamente impossibile perché il Banco si è inventata una regola di misurazione della potenza diversa da quella utilizzata in altri paesi europei e quindi non riconosce i loro marchi e perché non è possibile sapere se un dato modello sia stato o meno già classificato.  Ma se il Banco è un ente pubblico, non è tenuto  a rispettare le leggi italiane e i trattati europei?

- Il Banco sta violando la normativa sulla trasparenza e quella sulla classificazione perché non rende accessibili i dati relativi alle armi classificate. Non hanno ancora capito che ogni volta che dicono che un'arma è comune o sportiva emettono un atto amministrativo che tutti hanno il diritto di conoscere, di controllare ed impugnare. Non hanno ancora capito che non possono essere lesi i diritti acquisiti di chi possiede un'arma classificata in passato e che ogni cambiamento di classificazione deve essere motivato.
L'elenco di armi classificate e pubblicato dal Banco non serve a nulla. Sembra che si usi il metodo usato dall'Italia per gli immigrati a cui viene dato un documento, ma senza foto e impronte digitali; ma con esso possono partire per l'Europa, possono circolare in Italia e possono persino ottenere un codice fiscale: un vero monumento all'immigrato ignoto!
L'elenco del Banco è del tutto inutile perché per le armi comuni non viene indicato il modello, dato essenziale per riconoscere un'arma  e per le armi corte non viene messa una foto (eppure chi classifica l'arma è obbligato a fornirla!). Questi due dati, chissà perché, vengono indicati per le armi sportive, ma quasi sempre l'immagine non consente di capire se vi sia qualche differenza rispetto all'arma comune; infatti è di qualità talmente scadente a 72 pixel per pollici, che non si riesce neppure a leggere le scritte; con un po' di studio si scopre che la foto originale sul sito Beretta, ha la stessa qualità, ma è ben più visibile, il che significa che al Banco hanno pasticciato con le immagini, forse comprimendole troppo! Che al Banco abbiano un harddisk troppo piccolo?  Che ci sia anche la privacy per le armi?
Vediamo alcuni esempi concreti. Se ad un cittadino venisse voglia di sapere quali pistole Beretta sono state classificate otterrebbe i seguenti dati:

Codice

Calibro

Modello

Figura

Funzionamento

Misure.

12_00255

22 L.R.

 no

 no

 

 

12_00262

6,35 mm Br.

 no

 no

 

 

12_00273

7,65 mm Br.

no

no

 

 

12_00280

9 mm Br. corto

no

no

 

 

12_00281

9x21

no

no

 

 

12_00282

40 S&W

no

no

15

 

12_00268

357 SIG

no

no

15

 

12_00269

45 Auto

no

no

15

 

12_01819

9 mm Br. corto

no

no

8 colpi

 

12_01849

22 SHORT

no

no

15 colpi

 

12_02692

9 mm Br. corto

no

no

 9 colpi importata

 

14_00518

9 mm Glisenti

no

no

7 colpi

 

15_00399

6,35 mm

no

no

8 colpi

 

12_00255s1

.22 L.R.

87 Target

si

15

 

12_00281s1

9x21

98 SF centennial

si

15

 

12_00281s2

9x21

APX

si

20

108/192

12_00281s3

9x21

APX

si

20

125/209

12_00282s1

40 S&W

APX

si

18

108/192

12_00282s2

40 S&W

APX

si

18

125/209

L'unica arma non sportiva sicuramente identificabile, per un esperto, è quella in cal. 9 mm Glisenti perché può essere solo una Beretta mod. 15 (ma potrebbe essere un qualsiasi modello sperimentale); ma allora perché non scrivere che è il mod. 15; se al Banco non lo sanno è davvero meglio chiuderlo! Prendiamo la 87 Target; per quale motivo non si poteva scrivere (come doveroso) che la 12_00255 è il mod. 87? Non è un segreto: il Banco poteva trovare l'informazione nel vecchio Catalogo.
Provate a fare una ricerca sulle versioni civili del Kalashnikov prodotte dalla IZHMASH; troverete 19 modelli di cui tre sportivi: sfido chiunque a capire dai dati della scheda di quali modelli si tratta. Ma se il modello è in ogni catalogo di armi, se va indicato nella denunzia, come fa l'autorità a controllare che l'arma denunziata sia proprio quella? E da dove emergono le caratteristiche sportive? Certe volte a me pare che cambi solo la lunghezza della canna. Ma quando mai la lunghezza della canna in un'arma lunga cambia la natura dell'arma? Anche per queste schede la qualità delle immagini è infame.

(7-5-2016)

 


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